Focolai di Blue Tongue nel bellunese: incontro con gli allevatori dell’Alpago

In municipio del Comune di Alpago a Puos, l’Ulss Dolomiti, rappresentata dal commissario Dal Ben e i dirigenti dei Servizi Veterinari, ha incontrato i sindaci della conca dell’Alpago e gli allevatori di ovini per mettere a punto una strategia condivisa di contrasto ai focolai di Blue Tongue che da fine luglio stanno interessando il territorio.
L’Ulss Dolomiti ha assicurato il supporto nella campagna vaccinale.
Cos’è la Blue Tongue
La Blue Tongue, malattia della lingua blu o febbre catarrale ovina, è una malattia di origine virale trasmessa quasi esclusivamente dalla puntura di insetti vettori. Non si diffonde da animale ad animale. Colpisce i ruminanti domestici e selvatici; l’animale più sensibile è la pecora.
Non è trasmissibile all’uomo, né tramite contatto con animali infetti né attraverso il consumo di alimenti come latte e carne.
I focolai
Il 29 luglio scorso è giunta all’attenzione dei servizi veterinari 7 focolai di Blue Tongue a carico di ovini dell’Alpago e, sorprendentemente, dei due allevamenti di yak presenti nel bellunese.
Ad oggi i focolai sono 14, con 70 (50 pecore e 20 yak) decessi totali.
Tra le misure preventive, sono state ad oggi disposte solo restrizioni per la movimentazione dei capi a carico degli allevamenti infetti.
Non essendo disponibile alcuna terapia, è cruciale eseguire trattamenti repellenti sugli animali, ricovero notturno in ambienti chiusi e protetti da zanzariere; disinfestazione regolare degli ambienti; eliminazione di acque stagnanti.
Le limitazioni delle movimentazioni nella zona sottoposta a restrizioni consentono comunque l’invio al macello di animali SENZA sintomi clinici, previa visita clinica favorevole.
La malattia va considerata endemica, pertanto la misura più efficace per contenere la diffusione e proteggere gli animali è la vaccinazione.
L’Ulss Dolomiti sta acquisendo un congruo numero di dosi di vaccino per supportare la campagna vaccinale.



