Caro carburanti, l’allarme di CNA Treviso: abbattere le accise in maniera stabile, situazione ormai fuori controllo

Ennesima impennata dei prezzi alla pompa: sulla rete stradale ordinaria della provincia di Treviso la media per il gasolio si attesta a 2,107 euro al litro, con punte di 2,178 euro al litro in autostrada. Una situazione ormai insostenibile, che sta stringendo in una morsa fatale proprio l’asse portante dell’economia locale e nazionale: il mondo degli artigiani, delle Piccole e Microimprese. A lanciare un nuovo grido d’allarme è la CNA Provinciale di Treviso, che fotografa una realtà drammatica in cui la pressione sui bilanci aziendali è arrivata a livelli record.
“Ma il tema non riguarda solamente gli autotrasportatori. Esiste anche un immenso tessuto produttivo fatto di elettricisti, manutentori, impiantisti, idraulici e piccoli produttori – spiega Gianpaolo Stocco, presidente CNA Provinciale Treviso -. Questo mondo artigiano, non rientra nelle grandi categorie dell’autotrasporto, ma subisce gli stessi identici rincari senza alcuna rete di salvataggio. Il rischio reale è che, continuando così, creeremo solo nuovi poveri che lo Stato si troverà poi a dover incentivare e assistere. I bonus una tantum danno una boccata d’ossigeno temporanea, ma non sono più sufficienti: serve un cambio radicale, abbattendo le accise in maniera stabile”.
Ad oggi, oltre la metà del prezzo del gasolio (52,4%) è costituita da imposte: il 34,4% deriva dalle accise e il 18% dall’IVA. Un’incidenza nettamente superiore a quella registrata in Francia (47,9%), Germania (40,4%) e Spagna (32,1%), che continua a penalizzare la competitività delle imprese italiane rispetto ai principali concorrenti europei.
Oltre ad un abbattimento stabile delle accisi, CNA ha proposto al Governo altre misure.





