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Venezia

Appello della Lafert sul blocco cinese ai magneti in terre rare

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Le pesanti restrizioni introdotte dalla Cina sull’esportazione di magneti pesanti in terre rare (di cui ha quasi il monopolio), come ritorsione al 21esimo pacchetto di sanzioni Ue alla Russia che ha colpito anche imprese cinesi, stanno creando grandi difficoltà ad aziende strategiche come Lafert di San Donà di Piave, parte della multinazionale giapponese Sumitomo, che progetta e produce nello stabilimento di Noventa di Piave motori elettrici per uso civile.

Una situazione che, se si dovesse prolungare fino a fine anno, potrebbe avere effetti pesanti su Lafert, che utilizza magneti permanenti in terre rare per circa il 30% dei propri motori per numerosi settori civili (pompe acqua e vuoto, ventilatori industriali, compressori, pale eoliche, robotica e automazione) ed è impegnata nella ricerca di fonti di approvvigionamento alternative.

«Con le restrizioni cinesi all’export di magneti e terre rare, legate al “dual use”, produrre motori elettrici in Italia rischia di diventare sempre più difficile. Non solo per un’azienda come Lafert, ma anche per altre imprese e filiere che nulla hanno a che fare con l’industria bellica, che sarebbero colpite in modo sproporzionato – dichiara la Presidente di Confindustria Veneto Est, Paola Carron -.


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