Carabinieri Meteomont: persiste pericolo valanghe tra grado 3 e 4. Evitare scialpinismo per 7 giorni

Sull’arco alpino il grado di pericolo valanghe va da forte 4, al di sopra dei 1100 metri di quota sulle Alpi Giulie, a marcato 3, al di sopra dei 1500-2000 metri sui settori dolomitici come confermato dall’Arpav.
Le principali criticità sono dovute alle recenti abbondanti nevicate che, alle quote maggiori, hanno causato la formazione di zone di accumulo di neve fresca a debole coesione e lastroni da vento. Sui settori dell’arco alpino sono pertanto possibili valanghe, anche di grandi dimensioni, di neve fresca a debole coesione e/o a lastroni di superficie.
Il rischio valanghe resterà alto per tutta la settimana. “Bisogna evitare di fare scialpinismo, almeno per tutta la settimana. Con le condizioni attuali della neve meglio rimandare”. La raccomandazione arriva dal personale del Servizio Meteomont Carabinieri, prontamente intervenuto per la raccolta dei dati nivologici necessari a comprendere le cause della valanga che domenica ha provocato la morte degli scialpinisti trevigiani Elisa De Nardi, 40enne di Conegliano e Abel Ayala Anchundia, 38enne di Vittorio Veneto, sotto le pareti dei Lastoi de Formin.
Gli Esperti del Servizio Meteomont Carabinieri sono intervenuti sia a scopo di indagine di polizia giudiziaria per individuare le condotte e le responsabilità connesse all’incidente, sia ai fini statistici e monitoraggio degli eventi.
Alle basse quote la situazione è caratterizzata da rialzo termico che favorisce i processi di trasformazione del manto nevoso con formazione di strati deboli al suo interno, facilmente sollecitabili già con debole sovraccarico (passaggio di un solo sciatore).
Viene richiesta la massima attenzione considerato che negli ultimi giorni, a partire da giovedì 13 marzo, in diverse località dell’arco alpino, si sono verificati numerosi incidenti (più di 10), anche con esiti mortali.





