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Il mercato del lavoro veneto nel mese di ottobre 2022

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Segnali di rallentamento nel mercato del lavoro veneto, con un saldo mensile negativo per circa 22 mila posizioni lavorative.
Si conferma però l’andamento positivo dei contratti a tempo indeterminato, trainati dalle trasformazioni che sono cresciute nell’ultimo mese del 26% rispetto al 2021.

In aumento i licenziamenti per motivi economici, comunque ridotti in termini di valori assoluti essendo poco più di 19.300 nell’arco di tutto l’anno.
La prima causa di cessazione dei rapporti di lavoro rimane quella per fine termine, seguita dalle dimissioni, in diminuzione ad ottobre rispetto ai mesi precedenti e all’analogo periodo dello scorso anno.

A fronte del lieve peggioramento osservato nell’ultimo mese, l’andamento occupazionale dell’intero 2022 si conferma però positivo, sia sul fronte dei saldi che delle assunzioni.

Il saldo mensile, condizionato dalla ciclicità stagionale del mercato del lavoro, è negativo in quasi tutte le province, con l’eccezione di Padova (+802) e Vicenza (+52).
Nell’arco dell’intero 2022, invece, l’andamento è positivo ovunque tranne che a Belluno (-2.809). La crescita di posti di lavoro si concentra nelle province di Verona (+17.700) e Venezia (+13.100), territori caratterizzati da maggiori movimenti sul mercato del lavoro in virtù della loro vocazione turistica. Seguono Padova (+7.900), Vicenza (+5.150), Treviso (+5.100) e Rovigo (+2.800).

L’analisi settoriale evidenzia la flessione dell’agricoltura, che si protrae da oltre un anno e la tenuta del manifatturiero veneto.
Nel 2022 l’industria fa segnare un aumento della domanda di lavoro pari al +15%, con un saldo positivo per 19.700 posti di lavoro, e il mese di ottobre conferma questa tendenza, seppure in misura più contenuta.
La crescita è sostenuta dall’industria chimica, plastica e farmaceutica (+25%), metalmeccanica (+18%) e dal Made in Italy (+17%), mentre risulta più contenuta nelle costruzioni (+10%).
I servizi registrano nell’anno 21.500 posizioni di lavoro in più e un aumento delle assunzioni pari al +22%, mentre il bilancio mensile è inferiore a quello degli anni precedenti.
A trainare il settore sono commercio e turismo (+35%).


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