Operazione antibracconaggio nella laguna veneta: 3 denunce e sequestrati oltre 1.400 uccelli macellati e da macellare, comprese specie protette

I militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Mestre, hanno portato a termina una complessa indagine mirata alla tutela della fauna ed al corretto prelievo venatorio nelle aree della Laguna Veneta. L’operazione antibracconaggio si è svolta dalle prime ore dell’alba e fino a notte tarda e ha portato alla denuncia a piede libero di quattro persone.
Uno dei quattro, è un 77enne non titolare di licenza di caccia, sorpreso mentre rientrava a casa a Piove di sacco con l’auto carica di centinaia di esemplari di uccelli. Il 77enne ha confessato che li aveva prelevati nella vicina Azienda Faunistica Venatoria, Valle Pierimpiè, a Campagna Lupia, la stessa dove Donald Trump Jr. e i suoi amici sono andati a caccia di anatre.
I Forestali hanno perquisito l’abitazione, rinvenendo un locale allestito per la lavorazione e preparazione delle carni; all’interno di un capannone vi erano macchine spiumatrici, tavoli adibiti alla macellazione/eviscerazione, arnesi da taglio, sacchetti in plastica per alimenti, ganci per appendere la selvaggina, bilance professionali, congelatori pieni di capi già pronti per essere ceduti, numerosi capi ancora da spiumare cacciati di recente, nonché munizioni da caccia in numero superiore a quello consentito.
Mentre era in corso la perquisizione è sopraggiunto un cacciatore 46enne per consegnare una cinquantina di alzavole; i controlli estesi a suo carico hanno permesso di rinvenire, presso la sua residenza in provincia di Venezia, ulteriori munizioni da caccia in numero superiore a quello consentito.
Gli investigatori hanno proseguito i controlli presso l’Azienda Faunistico Venatoria, dove hanno acquisito tutta la documentazione sugli accessi dei cacciatori e relativi permessi e dove sono stati sottoposti a sequestro a carico del Legale Rappresentante, tre fucili da caccia e oltre 8.500 munizioni.
L’operazione antibracconaggio ha portato al sequestro del garage allestito per la macellazione clandestina e di tutte le sue attrezzature oltre alle centinaia di esemplari già confezionati e conservati, pronti per la vendita, oltre a tre fucili e circa 11.000 munizioni da caccia, telefoni cellulari, agende e manoscritti contenenti informazioni d’interesse per le indagini. Le anatre finivano per buona parte nei menu di alcuni ristoranti della zona, anche lungo la Romea, praticamente a chilometro zero.
In totale, ammontano a ben 1.400 di capi da macellare e già macellati, tutti sequestrati. Una decina dei quali appartenenti a specie protette (colombelle e oche selvatiche) ed anche un esemplare di Moretta tabaccata, specie protetta dalla Convenzione di Washington; la restante parte è costituita principalmente da alzavole, germani, fischioni, canapiglie e colombacci.





