Veneto

Riciclava l’oro rubato dai nomadi: ex orafo vicentino accusato di aver trattato bottini per 1 milione e 350 mila euro. In totale 74 indagati

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I carabinieri del Comando Provinciale di Padova hanno dato avvio ad una vasta operazione finalizzata alla esecuzione di 2 decreti di sequestro preventivo di beni disposti dal Tribunale euganeo e 74 decreti di perquisizione personale e domiciliare nei confronti di altrettanti indagati in tutto il Veneto, oltre che delle province di Trento e Rimini per traffico di monili e oggetti d’oro frutto di rapine e furti.

Agli indagati sono contestati i reati di riciclaggio e ricettazione di preziosi di illecita provenienza.
L’operazione nasce da un’indagine condotta su diversi bande di nomadi dedite ai furti e rapine in abitazione e sulla strada, contro anziani e ai danni di gioiellerie.
L’attenzione degli investigatori si è poi concentrata su un ex orefice vicentino, in contatto con diversi gruppi di nomadi, che gli recapitavano con cadenza giornaliera ingenti quantitativi di gioielli, ritenuti provento di azioni predatorie.

Sono stati documentati circa 730 accessi all’immobile dell’orefice da parte di pregiudicati, che hanno consegnato all’indagato in totale oltre kg. 20 di monili in oro, ricevendo dallo stesso, a pagamento, importi in denaro per oltre 1 milione e 350mila euro.
Periodicamente l’ex orefice si recava da un suo conoscente dell’alta padovana, che servendosi di forni ad alta temperatura, provvedeva a fondere i monili e a ricavarne lingotti e verghe in oro, riciclando così di fatto il materiale di provenienza delittuosa, reso irriconoscibile e, quindi irrintracciabile.

All’ex orefice vicentino, i carabinieri hanno confiscato 500mila euro, quale profitto del reato, tratto da conti correnti bancari a lui riconducibili.
Inoltre, durante le numerose perquisizioni sono stati rinvenuti più di kg 20 di oro in lingotti, verghe e pepite, circa kg 30 di lingotti in argento, ulteriori kg 30 di monili in oro, gioielli, preziosi ancora in fase di catalogazione nonché la somma in contanti di 390 mila euro.

Complessivamente sono stati impegnati, con la copertura aerea di un elicottero del 14/o Elinucleo di Belluno, 350 militari dei comandi Provinciali, con il supporto del 4/o Battaglione Veneto di Mestre e di unità cinofile.


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