[adrotate banner="20"]
Veneto

Sabato con numerosi interventi sui rilievi veneti: 2 nel vicentino e ben 12 nel bellunese

Condividi

Sabato mattina attorno alle 11 il Soccorso alpino di Arsiero è stato allertato per un escursionista che, dopo essere scivolato nella parte alta del tratto nero della Ferrata delle Anguane, in comune di San Pietro Valdastico, si era bloccato per una crisi di panico. Una squadra ha raggiunto il 30enne di Cittadella, che era assieme a un’amica e non aveva riportato conseguenze. Una volta assicurato, l’escursionista è stato calato una ventina di metri e poi riaccompagnato a piedi alla strada.

Verso le 13.40 è giunta ai soccorritori di Arsiero la seconda attivazione, per un parapendio precipitato nella zona di Malga Foraoro, nel comune di Caltrano. Decollata da poco, una pilota di parapendio 40enne francese, aveva infatti impattato al suolo subendo la probabile frattura di una gamba.
Nei pressi si è calato l’elisoccorso di Treviso emergenza. Immobilizzato l’arto e imbarellata, la donna è stata portata all’ospedale di Vicenza.

Sulle Dolomiti, verso le 10.30 la Centrale del 118 è stata attivata da un componente del Soccorso alpino bavarese, che aveva assistito a un incidente, accaduto non lontano da Porta Vescovo. Un escursionista svedese di 58 anni, che stava percorrendo da solo la traccia che porta al Belvedere, era scivolato ruzzolando una ventina di metri, riportando un sospetto trauma alla schiena.
Arrivato sul posto, Falco 2 ha issato a bordo l’uomo per trasporlo all’ospedale di Belluno.

Allertata verso mezzogiorno, una squadra del Soccorso alpino è salita al Rifugio Auronzo, dove ha caricato a bordo del proprio mezzo un escursionista di 70 anni di Singapore, che si era sentito poco bene. L’uomo è stato accompagnato a Misurina al rendez vous con l’ambulanza di Cortina, diretta in ospedale.

Alle 13.45 circa il gestore del Rifugio Tissi ha contattato il 118, poichè era entrato da poco un escursionista, che manifestava i sintomi di una reazione allergica. Le condizioni del 30enne di Rovato sono state controllate dal personale medico di Falco, atterrato in piazzola. Imbarcato, l’escursionista è stato trasportato all’ospedale di Belluno.

Verso le 13.50 la Centrale operativa ha ricevuto la chiamata per una biker caduta nella zona Col Duro – Mondeval. La 47enne austriaca, che si era fatta male a una gamba, è stata recuperata dall’elicottero dell’Aiut Alpin Dolomites di Bolzano e accompagnata al Codivilla.

Alle 13.25 circa è scattato l’allarme per un’escursionista colta da malore, mentre si trovava a metà della Val dei Cantoni, sotto il Passo Travignolo, nel comune di Canale d’Agordo. La 44enne di Sovizzo è stata individuata e raggiunta dal tecnico di elisoccorso di Falco 2, sbarcato in hovering nelle vicinanze. Caricata a bordo, la donna è stata trasportata all’ospedale di Agordo.

Colto da vertigini e da crisi di panico, un escursionista appartenente a un gruppo di otto persone non è più stato in grado di proseguire dal punto in cui si trovava, sulla cima est di Ombretta. Scattato l’allarme alle 15.30, il 41enne di Mira è stato recuperato dall’elicottero dell’Aiut Alpin Dolomites di Bolzano è trasportato a Canazei.

Verso le 17 il 118 è stato contattato per un escursionista che si era fatto male a un piede, scendendo lungo il sentiero della Val de Fanes. Una squadra del Soccorso alpino di Cortina ha quindi raggiunto il 46enne di Cadoneghe, che faceva parte di una comitiva e lo ha accompagnato all’ospedale di Cortina.

Sempre a Cortina, i soccorritori della Guardia di finanza sono intervenuti in Val Forame de Fora, dove, dopo essersi staccata dal gruppo con cui stava camminando, un’escursionista lituana di 34 anni aveva perso l’orientamento rimanendo bloccata in prossimità del Ru Felizon. La squadra l’ha raggiunta e riaccompagnata a Cortina.

Gli interventi si sono conclusi in serata con la Centrale del Suem attivata in successione da due cordate in difficoltà sulla Cima Grande di Lavaredo. Due alpinisti erano in vetta a 2.986 metri di quota, attardatisi per il rientro dalla normale, lungo la quale dovevano scendere preoccupati di doverla affrontare di notte e non attrezzati per le basse temperature. Gli altri due si trovavano invece a circa 2.700 metri di quota, completamente fuori tracciato, bloccati su una sporgenza della roccia. L’elicottero del Suem di Pieve di Cadore è riuscito a individuare e recuperare la cordata più bassa, due rocciatori austriaci di 52 e 44 anni, issati a bordo con un verricello e lasciati al Rifugio Lavaredo.
Con l’arrivo del buio è stato richiesto l’intervento dell’elicottero di Treviso ma era impegnato in un’altra missione e i due ragazzi in vetta alla montagna parlavano dell’aumento del freddo e così è intervenuta l’eliambulanza di Trento. L’elicottero è salito sulla cima della Grande, ha imbarcato il 24enne di Maniago e il 23enne di Viterbo e li ha portati al Rifugio Auronzo. L’intervento si è concluso alle 23.15.


Condividi

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio