Venezia

San Stino: Chiara Guerra uccisa dal nipote con 20 coltellate

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Il 17enne di San Stino di Livenza ha ucciso la zia con oltre 20 coltellate, di cui varie al collo e al torace, poi, nel tentativo di cancellare le prove, ha provato a dare fuoco al corpo.

E’ quanto emerso dall’ispezione cadaverica di Chiara Guerra, il cui corpo è stato rinvenuto nel fiume Loncon a una decina di chilometri da dov’era stato gettato nel canale Malgher, all’altezza dell’impianto idrovoro Lison 2.

Lo apprende l’ANSA da fonti investigative.
La ricognizione è stata affidata al medico legale Antonello Cirnelli con personale specializzato dei carabinieri.
Il corpo era alterato non solo dalla permanenza in acqua, circa 5 giorni, ma anche dalle fiamme appiccate dal minore.

Mercoledì a mezzogiorno il ragazzo, arrivato dalla struttura protetta di Treviso, è giunto al Tribunale per i minorenni di Trieste per la convalida del fermo.
Il 17enne si è presentato con il braccio destro ingessato fino a sopra il gomito, segni della lite con la zia.
L’udienza si è conclusa dopo oltre un’ora e mezza: il ragazzo, assistito dalle avvocate Stefania Lucchetta e Federica Bassetto, ha scelto di rispondere alle domande della Procura.
Al termine, il giudice ha convalidato l’arresto per omicidio volontario e occultamento di cadavere e il giovane è stato accompagnato nell’istituto penitenziario minorile di Rovigo.


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