Veneto

Sindaco carnico a giudizio per morte di un volontario Protezione civile. L’intervento di Bottacin

Condividi

Il sindaco di Preone, Andrea Martinis, e il coordinatore del gruppo comunale di Protezione civile dello stesso comune carnico, Renato Valent, sono stati rinviati a giudizio per il reato di omicidio colposo e per aver disatteso gli obblighi previsti dalla norma sui datori di lavoro.
Lo ha stabilito il Gip del tribunale di Udine, Roberta Paviotti.
Il fatto è relativo a un incidente che causò la morte di un volontario della Protezione civile, Giuseppe De Pauli, il 29 luglio 2023 colpito da un ramo, mentre monitorava un’ area dopo il maltempo.

Sulla vicenda è intervenuto anche l’Assessore alla Protezione Civile veneta, Bottacin che dichiara:
“La notizia è un fatto preoccupante per tutto il sistema della protezione civile.
Occupandomi professionalmente di sicurezza da decenni, anche per conto della magistratura, so quanto delicata sia la questione – prosegue l’Assessore Bottacin -. Il decreto 81/2008 sulla sicurezza sui luoghi di lavoro viene, infatti, applicato anche qualora non esista un formale rapporto lavorativo contrattualizzato. Vale, quindi, anche nell’ambito delle attività di volontariato, come testimonia una giurisprudenza ormai consolidata. Nel caso specifico, essendo il Sindaco il rappresentante legale del Gruppo comunale di Protezione Civile, la sua figura viene equiparata a quella di un datore di lavoro, così come quella del coordinatore del gruppo della Protezione civile viene equiparata a quella di un dirigente.

La vicenda del rinvio a giudizio evidenzia la necessità di un intervento immediato, come chiediamo da anni, affinché i Ministeri del Lavoro e della Salute chiariscono bene gli ambiti di applicazione, a tutela in particolare dei volontari – precisa Bottacin –. La settimana scorsa ho partecipato agli Stati generali della Protezione Civile che si sono svolti a Roma dal 4 al 6 aprile ed ho apprezzato particolarmente l’intervento del Ministro Nordio quando ha evidenziato che il governo ha intenzione di lavorare per consentire di “lavorare serenamente” agli operatori della Protezione Civile, a partire dai Sindaci che sono il primo livello del sistema
Il Ministro ha anche ben evidenziando come un avviso di garanzia in quanto atto dovuto, diventa spesso un “marchio di infamia”; una sostanziale condanna anticipata”.
Diventa quindi improcrastinabile un intervento immediato da parte del legislatore nazionale – ha concluso Bottacin -. Pena far crollare tutto il sistema del volontariato, non solo di protezione civile”.


Condividi

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio