Treviso

Treviso: netto calo di immatricolazioni autobus

Dopo la crisi vissuta nel 2020 a causa dell’emergenza sanitaria ed economica, il 2021 avrebbe dovuto essere l’anno del rilancio per il settore dei trasporti.
Ma si può parlare di vera ripresa?

Trasporto merci, 493 nuove targhe in un anno (+8,1%)
Il comparto dei mezzi pesanti per il trasporto merci in Italia ha chiuso il 2021 con 24.168 immatricolazioni, in crescita rispetto al 2020 del 23,2%.
Il Veneto segue il trend positivo nazionale, seppur con percentuali più contenute, e immatricola 2.566 nuove targhe, raggiungendo un incremento del 4,9% rispetto all’anno precedente.
A Treviso le nuove targhe sono 493, contro le 456 dell’anno precedente (una crescita dell’8,1%).

Anche il settore nazionale del trasporto persone mostra un importante segnale di crescita, con 4.091 mezzi immatricolati nel 2021 a fronte dei 3.404 del 2020 (+20,2%). Uno scenario contrastante si presenta invece a livello locale; tra le regioni che non manifestano variazioni significative c’è anche il Veneto: le nuove targhe sono 313, soltanto cinque in più rispetto ai 12 mesi precedenti (+2%).
In controtendenza Treviso: le nuove targhe del 2021 sono 34, in netto calo rispetto alle 77 del 2020 (-55,8%).

Alimentazione, gasolio ancora sopra al 90%
Treviso si mostra in linea con i dati regionali, con la differenza di un ricorso leggermente superiore al gasolio (95,2%) e inferiore al metano (1,6%) e alla benzina (2,1%).
La provincia è l’unica in regione ad azzerare le quote di elettrico.

Il parco autobus ibrido in Veneto è fermo a quota 0,1%, mentre l’elettrico arriva allo 0,6%.
Il gasolio copre l’89,7% dell’intero parco, seguito dal metano all’8,6%.
Trascurabile il ricorso alla benzina (0,3%).
Anche a Treviso la copertura maggiore è affidata al gasolio, che ha una percentuale pari al 93,8%, seguito dal metano al 5,6%. Quote minime per le altre forme di alimentazione.

In aumento rispetto al 2020, in Italia, la percentuale di autobus appartenenti alle categorie Euro 5 ed Euro 6 si attesta al 42,3%.
Stupisce negativamente la quota degli autobus di categoria Euro 0 ancora in circolazione, che rappresentano l’11,8% del parco.
Fa meglio della media nazionale il Veneto, regione in cui gli Euro 0 sono solo il 5,6% mentre gli Euro 5 ed Euro 6 rappresentano quasi la metà del totale (45,6%, per la precisione).
La situazione è anche in questo caso leggermente migliore nella provincia di Treviso: qui, gli Euro 0 sono infatti un po’ più bassi del valore medio regionale (3,5%).
Nessuna differenza, invece, per quanto riguarda le classi più giovani: il dato, pari al 45,6%, è abbastanza alto e del tutto in linea con i riferimenti di questo territorio.

La maggior parte degli autobus ha tra i 10 e i 15 anni
Il trasporto merci italiano è caratterizzato da una preponderanza di mezzi tra i 15 e i 20 anni e le categorie “da 30 anni in poi” rappresentano il 15% del parco circolante.
In Veneto la fascia d’età più diffusa è più giovane rispetto alla media nazionale: è infatti quella dei 10-15 anni con una percentuale del 19,4%. Le percentuali sono migliori anche guardando alla fascia fino ai 10 anni di vita: qui rientra il 37,6% del parco circolante. Oltre i 30 anni soltanto una quota pari all’8,7%.
La situazione di Treviso è simile a quella regionale: la fascia 10-15 anni è la più popolata e pari al 19,2%. In linea anche quella dei mezzi fino a 10 anni (37,5%) e oltre i 30 (8,2%).

Sull’anzianità degli autobus, Treviso offre una prestazione leggermente migliore rispetto alla media regionale: gli autobus fino ai 5 anni sono il 25,7%, quelli oltre i 20 raggiungono solo il 16,4%. La maggior parte ha tra i 10 e i 15 anni (21,3%).

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