
Nella Marca Trevigiana Poste Italiane si conferma un’azienda a forte presenza femminile, anche nel settore della logistica. La gestione di pacchi e lettere in buona parte della provincia è infatti oggi affidata a donne: accade a Motta di Livenza, Maserada, Conegliano, Montebelluna, Oderzo e Vittorio Veneto.
«Il lavoro del portalettere non è più un mestiere maschile da tempo» spiega Marika Amatrudo, giovanissima responsabile del Centro di Motta di Livenza, dove coordina una quindicina di portalettere impegnati nei comuni di Motta, Meduna, Chiarano, Cessalto, Mansuè e Portobuffolè. In meno di quattro anni Marika è diventata direttrice dopo aver lavorato come portalettere e poi caposquadra.
A Oderzo Valentina Zorko è responsabile di circa quaranta persone. Anche per lei la carriera è iniziata consegnando lettere, per poi diventare caposquadra e successivamente responsabile di centri come Valdobbiadene e Roncade.
Qual è la principale qualità delle donne? «Nel lavoro le donne tendono a guardare oltre: hanno una visione più ampia e questo contribuisce a migliorare i risultati di ciò che facciamo».
In provincia di Treviso le donne impegnate nella logistica sono il 36% del totale, il 51% di loro ha almeno un figlio ed il 53% ha un ruolo di responsabilità. L’età media delle donne trevigiane è di 46 anni ed il 10% è anche laureata. Nei 180 uffici postali distribuiti sul territorio trevigiano i numeri sono ancora più alti: il 66% dei lavoratori impiegati come sportellisti, consulenti e direttori è donna. Un dato che trova ulteriore conferma nei ruoli di responsabilità: il 58% degli uffici postali è diretto da donne.
Negli uffici postali della Marca le donne laureate sono il 41%
Un modello organizzativo che riflette una tendenza nazionale: le donne rappresentano oltre il 54% dei circa 120mila dipendenti del Gruppo Poste Italiane. È donna il 46% dei quadri e dirigenti, il 64% degli specialisti e consulenti finanziari e il 60% dei direttori dei quasi 13mila uffici postali italiani.






