Screening mammografico al Ca’ Foncello: diagnosi ancora più veloci grazie all’IA

Lettura immediata di decine e decine di mammografie, con individuazione istantanea di quelle che vanno visionate e refertate subito dallo specialista perché presentano profili ad elevato rischio.
È questo l’importantissimo risultato raggiunto dall’Ulss 2 grazie all’impiego dell’Intelligenza Artificiale nello screening mammografico, un’esperienza che è stata premiata tra i migliori contributi scientifici presentati al Congresso Nazionale, svoltosi a Pescara.
Il lavoro, realizzato dalla Radiologia Senologica dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, diretta dalla dr.ssa Claudia Maria Weiss, in collaborazione con il Registro Tumori del Veneto (Azienda Zero) e con lo Screening di Azienda Zero, conferma come l’integrazione tra competenze professionali e nuove tecnologie possa tradursi in un beneficio concreto per le donne che partecipano ai programmi di prevenzione.
L’Ulss 2 è stata tra le prime aziende sanitarie italiane a introdurre, già dal 2022, l’Intelligenza Artificiale nel percorso di screening mammografico. L’Intelligenza Artificiale non sostituisce il medico, ma rappresenta un supporto fondamentale nella “prima lettura”.
Lo studio premiato ha analizzato oltre 330mila mammografie eseguite tra il 2019 e il 2025, confrontando i risultati ottenuti prima e dopo l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale.
In questo arco temporale sono stati diagnosticati attraverso il programma di screening oltre 1.500 tumori della mammella.
I dati evidenziano risultati particolarmente significativi: i richiami per ulteriori accertamenti si sono ridotti del 23%, mentre il numero dei tumori individuati è aumentato del 10%. È migliorata anche la precisione diagnostica, aumentando la probabilità che un richiamo o una biopsia corrispondano effettivamente alla presenza di un tumore.
Quando la mammografia evidenzia una lesione sospetta, le donne vengono contattate mediamente entro pochi giorni per essere sottoposte agli approfondimenti diagnostici. L’intero percorso, si conclude per oltre il 90% delle pazienti entro 28 giorni.



