Amministrazione comunale stronca le voci di stampa su una seconda moschea a Pordenone

La notizia è stata riportata nell’edizione domenicale del Messaggero Veneto, che indicava come luogo di culto prescelto fosse in un capannone della zona industriale di Roveredo in Piano, a pochi chilometri di distanza dalla prima moschea che sorge nell’area della Comina, in una zona periferica della città. Sul progetto di Roveredo in Piano stanno investendo forze e collette le comunità islamiche con radici in Bangladesh, Niger e altri Paesi africani.
Pronta la risposta dell’Amministrazione comunale di Pordenone che segue con attenzione le notizie apparse sulla stampa e ribadisce che rimane sempre disponibili al dialogo, anche interreligioso.
“Detto questo, dobbiamo essere chiari su alcuni elementi concreti”, riporta un comunicato stampa.
“Dal punto di vista urbanistico e di pianificazione, l’area individuata non presenta le caratteristiche idonee per questo tipo di destinazione d’uso. Allo stato attuale, non risulta depositata presso il Comune alcuna domanda formale per la costruzione o la conversione di immobili a questo scopo. L’Amministrazione vigilerà affinché eventuali richieste non vengano presentate in forma indiretta o attraverso strumenti alternativi”.
Il comunicato prosegue ribadendo che “dal punto di vista della sicurezza e del benessere della città, questo non è il momento per assumere iniziative che possano alimentare flussi migratori non programmati. Pordenone sta affrontando sfide significative in termini di ordine pubblico e coesione sociale, e la nostra priorità è garantire qualità della vita ai cittadini che già vivono e lavorano qui. Non possiamo permetterci di diventare un polo di attrazione di immigrazione disorganizzata.
Per queste ragioni — urbanistiche, sociali e di pianificazione complessiva della città — l’Amministrazione non sostiene questa iniziativa.





