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Arpav: fine dicembre falde scarse mai così in Veneto come negli ultimi 20 anni. Nelle Dolomiti un dicembre dei 10 più miti degli ultimi 30 anni

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Nelle Dolomiti il mese di dicembre è stato uno dei 10 più miti degli ultimi 30 anni e le temperature elevate hanno favorito la fusione del manto nevoso.
Da ottobre a fine dicembre il deficit di precipitazione nevosa è circa il 20% nelle Dolomiti e il 10% nelle Prealpi.

In fase di ricarica la falda grazie alle precipitazioni di fine novembre e della prima metà di dicembre ma la situazione di scarsità di acqua, anche se in generale miglioramento, permane su buona parte dell’alta pianura.

Nel mese di dicembre 2022 sono caduti mediamente in Veneto 109 mm di precipitazione; la media del periodo 1994-2021 è di 81 mm.

Le massime precipitazioni del mese sono state registrate sulle Prealpi dalle stazioni di: Rifugio la Guardia (Recoaro Terme VI) con 223 mm, Valpore-Monte Grappa (Seren del Grappa BL) con 222 mm e Turcati (Recoaro Terme VI) con 221 mm.
Le minime precipitazioni sono state osservate nel Bellunese settentrionale dalle stazioni di: Passo Pordoi con 41 mm, Misurina con 45 mm e nel medio Polesine dalla stazione di Rovigo con 56 mm.

A livello di bacino idrografico (solo parte Veneta), rispetto alla media 1994-2021, sono state riscontrate ovunque condizioni di surpuls pluviometrico:
molto elevato sul Po (+90%), sul Fissero-Tartaro-Canal-Bianco (+70%), sul Bacino Scolante (+52%) e sul Sile (+49%);
elevato sulla Pianura tra Livenza e Piave (+44%), sull’Adige (+38%), sul Brenta (+28%), sul Tagliamento (+25%), sul Lemene (+23%) e sul Livenza (+20%);
moderato sul Piave (+11%).

Nell’anno idrologico 2022-23 sono caduti sul Veneto, nei tre mesi tra Ottobre e Dicembre, mediamente 236 mm di precipitazioni; la media del periodo 1994-2021 è di 328 mm (mediana 333 mm).

Nelle Dolomiti il mese di dicembre è stato uno dei 10 più miti degli ultimi 30 anni.
Particolarmente calda è stata la terza decade del mese con ben +4°C rispetto alla norma e terzo valore assoluto dopo il 2016 e il 2017: la maggior parte delle giornate hanno fatto registrare valori oltre il 90°percentile (evento raro).
Le temperature elevate hanno favorito la fusione del manto nevoso lungo i versanti ripidi soleggiati.
Alcune notti con cielo coperto hanno favorito un ulteriore riscaldamento del manto nevoso per il mancato raffreddamento notturno da irraggiamento.

Sono 4 gli episodi nevosi avvenuti a dicembre: il 2, il 3-5, il 9-11 e infine il 15-16 dicembre.
In tali episodi il limite neve è stato spesso molto variabile, con neve a 700 m il 4 dicembre a cui sono seguite, il giorno 5, piogge fino a 1700 m di quota, neve fino a 700 m l’11 dicembre, neve a bassa quota il 15-16 e limite neve in risalita anche a 1700 m il 16 dicembre per poi diminuire nuovamente.
Gli apporti di neve fresca sono stati, complessivamente, di 70-80 cm nelle Dolomiti settentrionali a 2000 m di quota, di 90-100 cm nelle Dolomiti centrali e di 100-130 cm nelle Dolomiti meridionali (centro-basso Agordino).
Nelle Prealpi sono caduti circa 50-60 cm di neve fresca con locali valori di 80-120 cm nelle Prealpi vicentine. Successivamente alle ultime nevicate è prevalso il bel tempo su tutta la regione.
Da ottobre a fine dicembre, il deficit di precipitazione nevosa è ancora di circa il 20% nelle Dolomiti (50-60 cm di neve fresca a 2000 m) e del 10% nelle Prealpi (10 cm a 1600 m).
Le miti temperature dei giorni seguenti hanno tuttavia ridotto l’estensione del manto nevoso.

La situazione di scarsità della risorsa idrica, anche se in generale miglioramento, permane su buona parte dell’alta pianura con livelli in linea o inferiori rispetto ai minimi assoluti mai registrati a fine dicembre negli ultimi 20 anni.
Per arrivare alla prossima primavera con una situazione non lontana da quella usuale servirà un inverno con precipitazioni ben superiori alla norma.

Alla data del 31 dicembre le portate dei maggiori fiumi veneti sono nuovamente in calo, e si mantengono ancora nettamente inferiori alle medie storiche su tutti i principali corsi d’acqua.


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