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Chiesto a gran voce che il biodiesel (HVO) sia sganciato dal petrolio

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Non accennano a fermarsi i rincari di benzina e gasolio legati alla crisi mediorientale. Ogni giorno gli automobilisti prestano la massima attenzione per individuare la pompa più conveniente con il diesel che ormai ha superato quota 2 euro.

Sono stati in molti a pensare che i distributori dotati di gasolio HVO non avessero applicato rincari.
Ed invece il biofuel, gasolio di origine organica, è ancorato al prezzo del petrolio e i prezzi viaggiano parallelamente anche se si tratta di prodotti diversi.

L’europarlamentare Anna Maria Cisint, è tornata alla carica a Bruxelles per chiedere un’armonizzazione fiscale del biofuel. Per l’eurodeputato della Lega, “Se vogliamo davvero incentivare l’utilizzo dei biocarburanti ed evitare distorsioni del mercato, è indispensabile un impegno comune per ridurre in modo significativo le accise su questi prodotti – ha commentato la Cisint -. Solo così potremo renderli davvero competitivi e favorirne l’acquisto massivo da parte dei consumatori e delle imprese di trasporto su strada“.

A Porto Marghera, Venezia, ENI ha realizzato la prima bioraffineria convertendo i vecchi impianti.
La bioraffineria produce biocarburanti di qualità (HVO – Hydrotreated Vegetable Oil, olio vegetale idrogenato) da materie prime di origine biogenica. Al momento della sua inaugurazione, nel 2014, era il primo esempio al mondo di completa riconversione di una raffineria tradizionale in bioraffineria.
La bioraffineria è alimentata prevalentemente (circa 85%) da materie prime di scarto, come oli esausti da cucina, grassi animali e residui dell’industria agroalimentare per la produzione di biocarburanti, HVO diesel, bio-GPL, di biojet e di bio-nafta destinata alla filiera della chimica.

L’impegno su questo fronte da parte della parlamentare del Carroccio è iniziato mesi fa, ben prima che la questione energetica deflagrasse a livello mondiale con l’attuale crisi del Golfo. L’Italia rappresenta un’eccellenza mondiale in questo campo anche grazie ad innovativi brevetti e ricerche dell’Eni che coinvolgono, come già accennato, la raffineria di Venezia Porto Marghera.


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