Electrolux: Elena Donazzan presenta interrogazione alla Commissione europea

“L’annuncio di 1.700 esuberi in Italia da parte di Electrolux e della chiusura di uno stabilimento rappresenta un segnale gravissimo per l’intero sistema industriale europeo. Non siamo di fronte a una vicenda isolata, ma a una crisi che sta colpendo il settore europeo dell’elettrodomestico, dopo i tagli annunciati da Bosch in Germania e da Beko in diversi Paesi europei”.
Lo dichiara Elena Donazzan, europarlamentare e vicepresidente della Commissione Industria, Ricerca ed Energia del Parlamento europeo, prima firmataria alla Commissione europea sul futuro della filiera dell’elettrodomestico e della catena del freddo in Europa.
“Per decenni l’Europa è stata leader mondiale in questo comparto grazie a ricerca, innovazione e qualità manifatturiera. Oggi rischiamo invece una progressiva desertificazione industriale, con la perdita di know-how strategico e capacità produttive sostituite da produzioni extraeuropee, in particolare cinesi”.
Donazzan richiama quindi la centralità della filiera del freddo: “Parliamo di un settore fondamentale per la sicurezza alimentare, il risparmio energetico e la qualità della vita. L’Europa non può permettersi di perdere competenze industriali così avanzate né di dipendere integralmente da produzioni esterne”.
“C’è bisogno di politiche industriali accanto a quelle per la difesa dei posti di lavoro e dell’azienda. Dobbiamo ricostruire l’intera filiera del freddo e questo lo avevo già ribadito quando venne chiuso l’ultimo stabilimento di compressori, che rappresentano la parte nobile dell’elettrodomestico. Lo gridammo insieme al sindacato e ad alcuni manager storici di Electrolux. La chiusura di ACC, penalizzata anche da scelte europee e da una cattiva amministrazione, è stata un colpo di grazia per l’intero settore e per tutta la filiera a valle. Siamo stati purtroppo profeti inascoltati”.
Nel testo dell’interrogazione, gli europarlamentari di FdI-Ecr chiedono alla Commissione europea una vera politica industriale per il settore dell’elettrodomestico, il rafforzamento degli strumenti di tutela delle produzioni strategiche e il sostegno agli Stati membri nella difesa dell’occupazione e del “Made in Europe”.





