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Il cannone di “Gorgo”…oops di “Oderzo”. Per il suo recupero si attende il via della Soprintendenza

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Ebbene sì, lo sapeva bene la Sindaca Maria Scardellato che la scoperta storica, avvenuta nel mese di giugno da parte dei ricercatori Danilo Pellegrini di Venezia e Luciano Chiereghin di Porto Tolle, si trova in territorio di Oderzo e non di Gorgo al Monticano.
L’ha voluto sottolineare in maniera velata in occasione della presentazione del libro “Piavon nella Grande Guerra” di Antonio Cittolin davanti ad una affollata sala parrocchiale.

La storia racconta che un gigantesco cannone Skoda, lungo circa 20 metri, era stato utilizzato dagli austriaci e posizionato a Gorgo del Monticano durante la battaglia del Solstizio (15 giugno 1918), sparò il primo colpo della seconda battaglia del Piave. Da allora se ne erano perse le tracce.

Il suo ritrovamento, o meglio le sue forme sono state individuate a 3-4 metri di profondità, grazie ad un’indagine con magnetometro e georadar, dopo che Chiereghin, specialista in questo genere di ricerca abitualmente adottata nel settore archeologico, ha individuato una anomalia nella serie pregressa delle restituzioni fotografiche satellitari dell’area interessata, riprese con il sistema Timelapse Google Earth Landsat U.S. Geological Survey.

La ricerca è poi proseguita lo scorso 7 giugno con un esame direttamente sull’area agricola dove (con l’assenso dei proprietari) sono state condotte ulteriori indagini, non invasive, con il supporto dell’ingegnere Nicola Albertin ed il geometra Gianluigi Zanellato, usando magnetometro Föster mod. Ferex 4021 ad alta penetrazione certificato per bonifiche militari, georadar Sors Oerad Pro e di GPS Garmin cartografico.

Immagine termica

L’immagine termica di una imponente massa metallica affossata nel sottosuolo che, sottoposta a filtro polarizzatore, rivela forma e dimensioni che coincidono con precisione ai dettagli costruttivi della bocca da fuoco in oggetto: la misura della volata ed il suo sistema di accoppiamento mediante perni alla culatta, completa del cilindro contenente l’otturatore a cuneo.

Ma come ha fatto a sparire un’cannone così imponente? Secondo i ricercatori il suo affossamento e “annegamento” nel terreno sono dovute innanzitutto dall’enorme peso, quasi 100 tonnellate, unito al fondo intriso di acqua al momento della ritirata nell’autunno del 1918.

I due ricercatori veneti 76enni, di fronte al ritrovamento di un oggetto di elevato interesse storico militare, essendo questo l’unico cannone Škoda di tale calibro ancora esistente, lo scorso 9 luglio hanno presentato regolare denuncia al Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Venezia e per le province di Belluno, Padova e Treviso ed inoltre alle autorità civili e militari, locali e nazionali; Regione Veneto, Comando Provinciale Carabinieri Treviso – Ufficio Storico dello Stato Maggiore Esercito.

Lo Stato Maggiore dell’Esercito – fa sapere Pellegrini – ha espresso formalmente il suo interesse per il ritrovamento, inoltrando adeguata comunicazione alla Soprintendenza.

A sua volta la Soprintendenza ha reso conoscenza del ritrovamento anche il Comune di Oderzo e grazie a questa comunicazione che la Sindaca, alla prima occasione, ne ha rivendicato la territorialità.

Però, dal 9 luglio, data in cui sono stati informati tutti gli enti preposti, i ricercatori non hanno ricevuto indicazioni su possibili attività di ricerca e recupero.
La stessa Sindaca, ing. Maria Scardellato, ha sottolineato come “la palla” è in carico alla Sopritendenza e il comune di Oderzo, informato dei fatti, deve attendere che a muovere i primi passi sia l’ente preposto all’avvio delle ricerche.
Chiaro che se venisse portato alla luce c’è massimo interesse da parte del Comune di saper valorizzare in maniera adeguata il reperto storico”.

Nel ricordo del 4 Novembre, la speranza che nella ricorrenza di tale data, ci sia un cambio di passo da parte della Soprintendenza che si attivi per riportare al più presto alla luce e dare una degna collocazione ad un reperto di così notevole valore storico.


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