Veneto

Nutrie, in Veneto oltre 60 mila abbattimenti l’anno. Regione accelera interventi con nuova piattaforma digitale

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Sono tra i principali fattori di degrado degli argini, provocano danni alle colture agricole e alterano gli ecosistemi delle aree umide. Le nutrie continuano a rappresentare una delle emergenze faunistiche più rilevanti del Veneto, dove nel solo ultimo anno gli interventi di controllo hanno consentito di abbattere tra i 60.000 e i 65.000 esemplari rispetto a una popolazione stimata di 800.000-1.000.000 di capi.

Il fenomeno resta concentrato soprattutto nelle province di Verona, che da sola rappresenta il 53% degli abbattimenti regionali, e Rovigo (33%), seguite da Venezia (9%) e Padova (3%), mentre Belluno e Treviso incidono complessivamente per il restante 2%.

E’ in questo scenario che Regione, ANBI Veneto e Polizie Provinciali compiono un nuovo passo nel piano di contenimento della specie, presentando un sistema informatico che digitalizza e accelera l’intero iter autorizzativo degli interventi.
A un anno dall’avvio della convenzione sperimentale tra Regione e i dieci Consorzi di Bonifica del Veneto, il progetto entra infatti in una nuova fase.

La convenzione approvata dalla Regione nel 2025 ha previsto uno stanziamento di 500 mila euro l’anno per il triennio 2025-2027, per un investimento complessivo di 1,5 milioni di euro, affidando ai Consorzi di Bonifica un ruolo operativo sempre più centrale nel controllo della specie.

La diffusione della nutria in Veneto è favorita dalla fitta rete di corsi d’acqua che caratterizza la regione.


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