Pordenone: l’Ecomuseo del Noncello verso il riconoscimento regionale

Un fiume che diventa museo diffuso, con una sede stabile, un osservatorio scientifico permanente e una rete che unisce tre Comuni lungo lo stesso corso d’acqua. Il Comune di Pordenone porta all’attenzione della Direzione regionale della Cultura il percorso di costituzione dell’Ecomuseo del Fiume Noncello, avviato fin dal 2023 all’interno del Contratto di Fiume, articolato in tre azioni specifiche del Piano delle Azioni e già accompagnato da interventi in corso di realizzazione, a partire dal Percorso ecomuseale delle Antiche Mura presso l’area Ex Tomadini. L’obiettivo del confronto con la Regione è verificare il progressivo soddisfacimento dei requisiti previsti e definire modalità e tempistiche del futuro riconoscimento.
Tra le azioni la costituzione e il rafforzamento dell’Ecomuseo, in raccordo con i Comuni di Porcia e Cordenons.
All’interno del Piano delle azioni di breve periodo sono tre gli interventi dedicati al sistema ecomuseale. Il primo è il Percorso ecomuseale delle Antiche Mura, che prevede il recupero e la valorizzazione dell’area verde Tomadini, tra le antiche mura cittadine e il fiume, in prossimità dello storico ponte di Adamo ed Eva. Il secondo è l’azione dedicata all’Ecomuseo vero e proprio. Il terzo è l’Osservatorio del Fiume Noncello, struttura tecnico-scientifica permanente per la raccolta, l’elaborazione e la diffusione di dati ambientali, a supporto sia dell’Ecomuseo sia delle politiche di gestione del bacino.
La sede principale dell’Ecomuseo è stata individuata presso il Museo Civico di Storia Naturale “Silvia Zenari” di Pordenone. A questa si affiancheranno le sedi collegate del Casello di Guardia di Porcia e di una sala dedicata nel Palazzo municipale di Cordenons.
Il progetto è stato inserito, insieme al Contratto di Fiume, nel dossier di candidatura di Pordenone capitale italiana della Cultura 2027.





