Pordenone

Regione Fvg/Assestamento: 3 milioni per la piazza di Borgomeduna + mezzo milione per il campus di Brugnera

Gli investimenti locali per il rilancio si guadagnano, nel disegno di legge di Assestamento di bilancio, un articolo a parte – il 9 bis – a firma Piarpaolo Roberti, assessore regionale alle Autonomie locali, che con il via libera di tutti i consiglieri di Centrodestra (bollino rosso di tutti quelli delle Opposizioni) ha apportato risorse extra per 37,18 milioni di euro finalizzate alla realizzazione di opere pubbliche da parte di 19 Comuni.

Si tratta di: 400mila euro a Comeglians per l’adeguamento dell’edificio pubblico dell’ex scuola; 13 mln a Muggia per le opere viarie tra la costa e il centro del paese; 550mila euro a Valvasone per l’acquisto di una porzione del castello, proprietà privata;

2 mln a Udine per costruire una palestra di roccia; 1,5 mln a Gorizia per risanare la piscina comunale; 3 mln a Pordenone per la riqualificazione della piazza di Borgomeduna con la sistemazione/realizzazione di percorsi ciclabili; 700mila euro a Taipana per realizzare un camping; 2,33 mln a Meduno per
l’adeguamento del presidio scolastico di via Roma; 2 mln a Cormons per creare il centro dedicato al Collio-Brda; 1,7 mln a Fontanafredda per l’adeguamento dello stadio Tognon;

1,9 mln a Lignano Sabbiadoro per ammodernare l’Arena Alpe Adria; 700milaeuro a Coseano per ristrutturare la sede municipale; un milione a Cervignano per rigenerare l’ex caserma Monte Pasubio; uno a SanGiovanni al Natisone per il completamento del muro del sottopasso ferroviario di via Roma; 500mila euro a Tarcento per l’acquisto dell’edificio da destinare a municipio, oltre a 1,7 mln per la
riqualificazione di piazza Libertà;

200mila euro a Trieste per la palestra Polarock; 500mila euro a Morsano al Tagliamento per progettare un collegamento stradale tra la provinciale 13 di Cordovado e la provinciale 40 del Ponte di Madrisio; 500mila euro a Brugnera per un campus tecnologico del mobile; 2 mln a Castions di Strada per miglioramento sismico alla scuola Ugo Pellis.

Se Roberti ha parlato di “concertazione con i Comuni finalizzata a dar loro più risorse possibili”, Roberto Cosolini (Pd), illustrando un emendamento a firma anche del collega Nicola Conficoni poi bocciato dall’Aula, ha detto che avrebbe voluto “una scelta politica diversa, che mettesse tutte le amministrazioni locali sullo steso piano e quanto presentato andava in tal senso promuovendo l’efficientamento di tutti i
Comuni, mentre ancora una volta non è stato così”.

Giampaolo Bidoli (Patto per l’Autonomia), si è invece visto respingere la previsione del parere del Consiglio delle Autonomie locali e della Commissione consiliare competente per stabilire i criteri di individuazione dei beneficiari di una tale somma.

E a Furio Honsell (Open Sinistra Fvg), che ha accusato anche lui “decine di milioni distribuite senza criteri, mentre andrebbe ripensata tutta la progettazione urbana”, è stato detto no all’introduzione della premialità collegata alla riduzione delle emissioni di Co2 da parte dei Comuni richiedenti i contributi.

“Si tratta di 37 mln di euro per il Sistema delle autonomie locali stanziati in maniera assolutamente discrezionale, non trasparente e senza criterio di assegnazione, come fosse una macedonia”, ha detto Cristiano Shaurli (Pd) facendo l’elenco degli interventi, mentre l’altro dem Franco Iacop ha affermato
che l’assessore “ha negato ogni comunicazione, in Commissione consiliare competente, sui principi che ispiravano e ispirano la concertazione. Le abbiamo più volte chiesto – ha detto rivolto a
Roberti – di conoscere le scelte che sottendono all’aver dato contributi ad alcune realtà e averli negati ad altre, sottoponendole anche una lista di richieste che abbiamo raccolto tra diversi Comuni”. Una lista ricordata poi anche dal capogruppo del Pd, Diego Moretti, che ha parlato di attesa di una valutazione trasparente delle domande, mentre il collega Sergio Bolzonello asseriva che “ci si deve intendere su cosa sia la concertazione, perché non è un confronto Giunta/Comune, ma significa chiamare tutti i Comuni insieme intorno a un tavolo e decidere”.

Per Cristian Sergo (M5S), “al di là della scelta discrezionale su quali Comuni aiutare e quali no, colpisce anche la scelta dei progetti che i Comuni hanno chiesto di realizzare con quei soldi.
Ad esempio a Lignano sono anni che si attende un depuratore. Che ci sia poi così bisogno a Udine di una parete di roccia, mi lascia sorpreso. Magari parcheggi, ma una parete di roccia non mi risulta”.

“La scorsa legislatura – è stato l’intervento di Mauro Bordin – avete fatto una riforma degli enti locali che ha segnato proteste e manifestazioni, mettendo tutti nello scontento. Oggi non mi pare sia accaduto lo stesso. Ci sono scelte che però vanno fatte dai Comuni in totale autonomia, sono loro che decidono di cosa abbia più bisogno il loro territorio. Alcune delle domande sono frutto di una precedente concertazione, ma non erano state ancora soddisfatte, ora si cerca di dare loro risposta”.

“Posto che gli Enti di decentramento regionale (Edr) non sono ancora diventati soggetti elettivi – ha fatto presente Massimo Moretuzzo (Patto per l’Autonomia) – per la prima volta ho sentito un esponente di Maggioranza, in questo caso il leghista Bordin, dire che i Comuni dovrebbero intraprendere un percorso per non restare isolati, ma fondersi tra loro. Io ho provato a fare una fusione tra Comuni, ma poi è intervenuto l’assessore Roberti e la cosa è saltata. La verità è che i Comuni chiedono e noi diamo,
senza poter sapere quanto sono in grado di spendere”.

Simone Polesello (Lega) ha ricordato che “la Regione Friuli
Venezia Giulia è stata la prima a togliere le Province e anche
l’unica, perché la riforma a livello nazionale poi non c’è stata.
Avete distrutto un sistema che funzionava, la Provincia di
Pordenone, con un colpo di mano. Oggi molti Comuni hanno avuto
giustizia, dopo che voi gli avete negato ogni contributo”.

Da Franco Mattiussi (FI) l’esperienza di una fusione andata a
discapito della comunità più piccola, ovvero quella di Villa
Vicentina (“era un gioiello della Bassa Friulana”, l’ha definita
il forzista), che pure si era espressa contro, rispetto a
Fiumicello, più grande e che oggi gode da sola di ogni
attenzione. “Non sono contro la condivisione dei servizi – ha
ammesso -, anzi è una necessità per dare risposte più adeguate ai
cittadini, ma sono contrario alla soppressione dell’organo
politico che li rappresenta, a ciascuno il proprio sindaco”.

Moretti ha, quindi, affermato che “è inutile stare a rivangare il
passato, è andata come è andata, ma ricordo che le Province sono
state abrogate all’unanimità dai Gruppi dell’Aula di allora.
Inoltre attendiamo ancora che gli Edr diventino quelle Province
elettive che avevate promesso”.

In difesa della concertazione fatta dall’assessore Roberti, “con
una disponibilità all’ascolto di tutti che non ho mai registrato
negli anni in cui ero un amministratore locale”, si è detto
Lorenzo Tosolini (Lega), che ritiene che le scelte scaturite
siano “frutto di una valutazione attenta fatta dalla Direzione
regionale che ha instaurato un rapporto diretto con il Comune
interessato. Le scelte sono frutto di valutazione delle
necessità, specie dopo lo svuotamento delle Province”.

In chiusura, Roberti ha fatto notare come il dibattito si sia
spostato più sulla vecchia e nuova riforma degli enti locali che
su quanto posto in Assestamento di bilancio e ha spiegato la sua
opinione: “Abbiamo la responsabilità di mettere i Comuni nelle
condizioni di poter funzionare, gli diamo tutti gli strumenti
necessari, ma crediamo che non possa esserci una imposizione su
cosa fare”. Infine, dopo aver dato alcune spiegazioni puntuali di
altrettante poste, alle critiche sulla metodologia di ascolto, ha
ribattuto ricordando che quando aveva chiamato tutti i sindaci a
parlare era stato accusato di “fare la sfilata dei cappelli in
mano”, ma oggi lo si critica per averli sentiti singolarmente.

Articoli correlati

Back to top button