Salvataggio sul Campanile di Val Montanaia

Si è concluso alle 1.30 di notte il salvataggio della cordata di veneziani in difficoltà sul Campanile di Val Montanaia.
La cordata, composta da un uomo del 1973 e una donna del 1998, durante la discesa in corda doppia dalla cima, ha sbagliato linea di calata dal grande ballatoio, spostandosi troppo verso ovest, anziché scendere a Nord.
Il primo a calarsi, l’uomo, è rimasto bloccato dopo 50 metri di calata in doppia nel vuoto. Questa situazione è pericolosa dal punto di vista del rischio evolutivo in quanto l’imbragatura blocca la circolazione per la prolungata sospensione.
Sulla cima non c’erano altre cordate ma altre persone in basso hanno notato la cordata in difficoltà e sono scese al rifugio Pordenone a dare l‘allarme.
La Sores ha attivato la stazione Valcellina del Soccorso Alpino e elisoccorso regionale.
L’elicottero sanitario è andato sulla cima dolomitica ma non è riuscito a risolvere con il verricello perché dal ballatoio in su non c’era visibilità e le pale del velivolo smuovevano sassi con il rischio di colpire sia l’alpinista sia il tecnico di elisoccorso.
Rientrati al campo base di Pinedo si è deciso di risalire portando più corde da 200 metri e approcciare la cima dal versante est per sbarcare tre soccorritori. Questi sono riusciti a traversare il ballatoio, calarsi lungo la corda sull’alpinista sospeso, ad agganciarlo, tagliare le sue corde e portarlo in salvo alla base dell’obelisco.
La manovra si è svolta al buio. Fortunatamente l’alpinista era riuscito a mantenersi vigile e a cambiare continuamente posizione, riportando solo lievi formicolii.
Poi sono scesi tutti a piedi lungo il sentiero.





