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Ospedale di Treviso: numeri importanti per la chirurgia del fegato

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La Chirurgia 2 dell’ospedale di Treviso, diretta dal prof Giacomo Zanus, si colloca all’ottavo posto in Italia per numero di interventi eseguiti per la patologia tumorale maligna primitiva e metastatica del fegato e delle vie biliari. Questo quanto emerge dai dati del Programma Nazionale Esiti dell’Agenzia Nazionale per i Servizi sanitari regionali.

Grazie alla solidità del modello assistenziale applicato, il reparto trevigiano non solo ha mantenuto, ma ha anche incrementato la numerosità degli interventi chirurgici per i tumori primitivi e metastatici del fegato; questo dato rappresenta il risultato della combinazione tra tecnica chirurgica mini-invasiva a elevatissimo tasso tecnologico, terapie oncologiche per e post-operatorie, protocolli terapeutici gastroenterologici e accuratezza diagnostica radiologica e anatomo-patologica supportate da una qualificata assistenza infermieristica e OSS.

Ma il risultato clinicamente più rilevante riguarda i dati inerenti la sopravvivenza dei pazienti sottoposti a intervento al fegato. Tra i centri a elevata attività, che eseguono annualmente oltre cento resezioni di fegato ad alta complessità, la Chirurgia 2 dell’ospedale Ca’ Foncello si colloca accanto al Policlinico Gemelli di Roma, al primo posto in Italia per la sopravvivenza dei pazienti operati, con una mortalità pari a zero nel periodo più critico, quello dei trenta giorni post-operatori.

“È indubbiamente un risultato di grande rilievo – commenta il prof Zanus -, che conferma la Chirurgia 2 come centro a elevato numero di interventi per le patologie del fegato e delle vie biliari con risultati ottimali in termini di cura e di sopravvivenza post-operatoria.
Un risultato frutto di una collaborazione trasversale e virtuosa tra Istituzioni, Ulss 2, Università di Padova e Medici di Medicina Generale che forniscono un contributo importante sotto il profilo della prevenzione e dell’accoglienza nel post-operatorio.
Se l’Università ci ha garantito le conoscenze scientifiche e le tecniche operative più all’avanguardia – continua il primario -, la Regione e la Direzione Ulss hanno creduto nel progetto di sviluppo della chirurgia epatica a Treviso, che assiste un bacino d’utenza di quasi 900.000 persone, supportandone la crescita con investimenti mirati in termini di risorse tecnologiche e umane. Tutto questo ha consentito di attuare e consolidare il concetto di rete operativa, comprendente le eccellenze rappresentate dalle Epatologie, dalle Medicine e dalle Oncologie delle varie realtà ospedaliere dell’Ulss 2 e i percorsi diagnostici terapeutici assistenziali (PDTA) dedicati”.


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