Stranieri con condanne si rifugiano a Jesolo: Polizia arresta 5 ricercati

Considerato il notevole afflusso di turisti che in questo periodo affolla il litorale jesolano, la Polizia di Stato di Venezia ha effettuato numerosi controlli che ha permesso, in pochi giorni, di trarre in arresto cinque cittadini stranieri ricercati in ambito europeo.
In particolare, in un primo caso, i poliziotti del Commissariato di Jesolo, hanno rintracciato, in un campeggio cittadino, un rumeno sul quale pendeva un provvedimento di ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Milano, in quanto lo stesso doveva espiare una pena residua di oltre 5 mesi di reclusione per reati contro il patrimonio.
In un secondo caso, invece, l’attività investigativa, ha consentito di rintracciare un bielorusso che si nascondeva in città, ricercato dalle Autorità del suo paese ai fini estradizionali, dovendo scontare una pena di 7 anni di reclusione.
Inoltre, presso un altro campeggio del litorale, gli agenti hanno dato esecuzione ad un’ulteriore mandato di arresto europeo ai fini estradizionali, nei confronti di un 40enne tedesco.
Presso una struttura ricettiva del litorale jesolano, invece, gli agenti hanno rintracciato un cittadino romeno, destinatario di un mandato di arresto europeo per il reato di traffico di stupefacenti.
Infine, gli uomini del Commissariato sono intervenuti a seguito di una segnalazione riguardante due donne che si aggiravano con fare sospetto nei pressi di Viale Venezia, in una delle zone residenziali della città.
Gli agenti, giunti sul posto, in breve tempo hanno individuato e fermato due giovani donne le quali non hanno saputo dare spiegazioni in merito alla loro presenza in quella zona.
Condotte negli Uffici del Commissariato, sono risultate entrambe di etnia nomade gravate da numerosi precedenti.
In particolare, una di esse è stata tratta in arresto e condotta presso il carcere femminile della Giudecca, poiché colpita da mandato di arresto europeo emesso dalle autorità croate, e condannata a 5 anni di reclusione. L’altra giovane, invece, in quanto minorenne, è stata affidata ad una struttura protetta.






