Treviso

Incendio Conegliano: VVF al lavoro per individuare innesco. Gruppo Aumai sotto inchiesta GdF di Monza per evasione fiscale

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Vigili del Fuoco al lavoro tra le macerie del magazzino cinese Aumai distrutto da un incendio ieri pomeriggio a Conegliano, lungo la Pontebbana per cercare le prove che ha innescato il rogo che ha paralizzato a lungo la circolazione sulla Pontebbana.

Un lavoro che si presenta molto delicato per capire da dove le fiamme hanno avuto origine e che ha distrutto uno dei centri del gruppo finito nell’inchiesta del Tribunale di Monza che a Maggio ha portato all’arresto del magnate di AUMAI Chen Wenxu, detto “Sandro Chen”, amministratore di fatto di tutte le società del gruppo finito in manette.
Nei suoi confronti è scattato anche un sequestro preventivo: sigilli a conti correnti, quote societarie, orologi di pregio e alla villa di lusso di Calcinato per un valore totale di sei milioni di euro. Insieme al re degli store cinesi è finita agli arresti domiciliari anche la compagna del 47enne, Hu Xuelian, soprannominata Serena.

Il provvedimento cautelare ha coinvolto inoltre anche due collaboratori compiacenti, due “teste di legno” secondo la ricostruzione degli inquirenti, anche loro cittadini cinesi, interdetti dallo svolgimento dell’attività imprenditoriale e un altro indagato per cui è stato previsto il divieto di espatrio.
Sul gruppo Aumai si è concentrata l’indagine della Guardia di Finanza di Monza che ha scoperto un sistema tributario ed evadere IVA e IRES per 6 milioni di euro tra il 2019 e il 2020, per un ammontare complessivo di 20 milioni di euro.

L’indagine ha permesso di svelare una piramide di frode fiscale, di cui il gruppo AUMAI, la più nota catena di supermercati cinesi specializzata in vendita di abbigliamento, era il maggiore beneficiario.
All’apice due società cartiere, prive di sostanza imprenditoriale; poi un livello intermedio di 37 società buffer di grossisti, anche queste sfornite di dotazioni e personale, senza versamenti tributari che acquistavano essenzialmente abbigliamento, dalle società cartiere e poi rivendevano ad altri clienti al dettaglio, alla base della piramide.

Il flusso di denaro, poi, prendeva la via dell’estero “attraverso l’esportazione di capitali”.


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