Venezia

A Staffolo la nuova opera di collegamento idraulico fra i bacini Ongaro Inferiore 1° e Bella Madonna

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Venerdì mattina, presso l’impianto idrovoro consortile di Staffolo, il Presidente del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale Giorgio Piazza ha inaugurato, alla presenza di molti Sindaci e rappresentanti delle amministrazioni locali, la nuova opera idraulica che mette in collegamento i bacini di bonifica Bella Madonna e Ongaro Inferiore 1°, un progetto strategico per la complessa gestione delle acque nel territorio del Veneto Orientale.

Realizzato attraversando il canale Brian con condotta in subalveo, l’intervento è parte di un piano integrato iniziato già con la realizzazione di altri sifoni (uno su tutti Fossà) e con il potenziamento dell’impianto idrovoro di Valle Tagli.

Idraulicamente, si tratta di due bacini, situati tra Piave e Livenza, della superficie complessiva di oltre 18.000 ettari, completamente a scolo meccanico. Ciò significa che, a causa della loro soggiacenza, lo smaltimento delle acque meteoriche e la protezione delle vaste superfici agricole e delle aree abitate che vi si trovano, dipendono esclusivamente dall’azione degli impianti idrovori del Consorzio.
Il canale Brian, che li separa, svolge una funzione di drenaggio essenziale.
Tuttavia, eventi meteorologici straordinari, come la tempesta Vaia del 2018 e le maree eccezionali del 2019, hanno messo a dura prova il sistema, causando allagamenti e gravi danni strutturali.

Questo nuovo collegamento idraulico, attraverso il sottopasso del canale Brian, intende rispondere ai pericoli che quegli eventi meteorologici hanno evidenziato, avendo l’obiettivo di migliorare il deflusso delle acque meteoriche, sgravandone il carico sul canale Brian e riducendo così il rischio di esondazioni e allagamenti.

L’opera, dell’importo complessivo di 2.550.000 euro, è stata finanziata con fondi di Protezione Civile per il ripristino dei danni causati dalla tempesta Vaia del 2018 e dalle eccezionali maree del 2019 che hanno interessato la regione Veneto.

La tecnologia trenchless microtunneling impiegata dall’impresa appaltatrice ANESE S.r.l. di Concordia Sagittaria ha consentito di realizzare la botte a sifone di collegamento fra i bacini in sotterraneo e in subalveo Brian senza trincee a cielo aperto, riducendo l’impatto paesaggistico e ambientale.


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