Nuova organizzazione dell’ostetricia di San Donà di Piave

È un nuovo modello organizzativo quello recentemente attuato nel punto nascita dell’Ostetricia e Ginecologia all’ospedale Città del Piave, dove la gestione del servizio di assistenza ostetrico-neonatale è stata affidata alle ostetriche che hanno progressivamente sostituito il personale infermieristico.
Tradotto nella pratica, significa che 26 ostetriche gestiscono l’attività ostetrica ambulatoriale, l’assistenza al parto naturale e al taglio cesareo in sala operatoria, la degenza della puerpera nel post parto e il neonato al nido: considerato il loro percorso formativo rappresentano la figura professionale più idonea nella gestione del neonato in assenza di patologie.
“E’ un progetto che nasce qualche anno fa allo scopo di migliorare l’assistenza prestata alla donna e al neonato nel punto nascita, sostenuto anche dal direttore della pediatria Pier Giuseppe Flora, il quale ha previsto la ridefinizione delle professionalità e delle competenze, e nell’assistenza l’impiego di personale con competenze specifiche” spiega il direttore dell’ostetricia, la dottoressa Marika Soldà.
Inoltre sempre più lo standard di cura di questa unità operativa si focalizza non più solo sulla madre e sul neonato bensì sulla famiglia. Negli ultimi anni il papà ha acquisito un ruolo sempre più attivo nell’evento nascita e nel sostegno alla mamma nelle fasi successive”.
In quest’ottica all’Ulss 4 è nato il “Corso di sopravvivenza per i futuri papà”, è stata avviata la procedura di “taglio cesareo dolce con contatto pelle a pelle”, che prevede la presenza del papà anche in sala operatoria con enormi benefici sulla triade familiare.






