Bonus Facciate: GdF di Treviso denuncia 4 imprenditori edili. 2,2 milioni di euro percepiti indebitamente

Un’impresa di Villorba ha illecitamente ottenuto crediti d’imposta per 2,2 milioni di euro, derivanti dal “bonus facciate”, che permetteva di accedere a una detrazione fiscale del 50% per lavori di ristrutturazione.
I quattro soggetti ritenuti responsabili della frode, un 70enne italiano e tre romeni, tutti titolari di imprese edili, sono stati denunciati alla locale Procura della Repubblica, in concorso, per il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche. Il solo amministratore della società trevigiana, il 70enne di Villorba, è stato anche segnalato per reati tributari.
Le indagini della Guardia di Finanza di Treviso, sono state avviate a seguito di alcune segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio che riguardavano la società edile trevigiana, che ha portato alla luce la complessa frode.
Gli indagati hanno simulato lavori di ristrutturazione delle facciate delle abitazioni di 24 persone, residenti tra le province di Belluno, Bologna, Gorizia, Massa Carrara, Padova, Pisa, Potenza, Rimini, Roma, Torino, Vercelli, Verona, Vicenza, Udine, ignare di essere state utilizzate per le illecite finalità dell’azienda trevigiana.
Gli “ignari clienti”, sentiti come testimoni, hanno invece negato di aver mai conosciuto o concluso accordi con gli indagati, né è stata richiesta l’agevolazione “bonus facciate” presenti nel loro “cassetto fiscale”.
Così facendo, gli indagati hanno creato il falso presupposto sul quale ottenere il credito, successivamente monetizzato dall’azienda trevigiana attraverso la cessione diretta a Poste Italiane ovvero ai tre imprenditori stranieri, che ne hanno poi ottenuto, a loro volta, l’incasso.
All’esito delle attività investigative la società trevigiana, peraltro non in regola con la presentazione delle dichiarazioni dei redditi, è stata anche sottoposta a verifica fiscale per recuperare a tassazione i proventi illeciti conseguiti e per constatare l’emissione di fatture per operazioni economiche inesistenti in favore di alcuni soggetti giuridici trevigiani.






