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Fuga di talenti, oltre 450mila giovani all’estero: Ca’ Foscari e UniTS a confronto a Portogruaro sul ruolo delle università

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Demografia, trasformazione digitale, fuga dei talenti e nuove frontiere dell’economia della conoscenza: sono questi alcuni dei temi al centro dell’incontro tenutosi sabato 14 marzo alla Biblioteca Antica della Fondazione Portogruaro, che ha visto confrontarsi la rettrice dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, prof.ssa Tiziana Lippiello, e la rettrice dell’Università degli Studi di Trieste, prof.ssa Donata Vianelli.

L’appuntamento ha offerto l’occasione per approfondire una questione oggi sempre più centrale nel dibattito pubblico: il futuro dell’Università italiana e il ruolo che il sistema della formazione superiore è chiamato a svolgere all’interno di un’economia.

Il confronto si è concentrato in particolare sul contributo che il mondo universitario può offrire allo sviluppo del Nordest, un’area che si misura oggi con trasformazioni profonde e con la necessità di rafforzare la propria capacità di trattenere talenti, sostenere l’innovazione e mantenere un dialogo sempre più stretto con il sistema produttivo. In questo quadro, il rapporto tra università, imprese e territorio assume un valore strategico, soprattutto in relazione alle sfide poste dall’evoluzione digitale e dal trasferimento tecnologico.

«L’impatto della dinamica demografica sulle università è già oggi molto evidente e, per certi aspetti, arriva prima che in altri settori. Il calo delle immatricolazioni, che interessa in modo particolare anche alcuni percorsi, si intreccia con altre criticità strutturali, come la difficoltà di offrire prospettive competitive rispetto ad altri Paesi europei e il permanere di ostacoli nei percorsi di carriera, a partire da quelli femminili», dichiara la Rettrice dell’Università degli Studi di Trieste, prof.ssa Donata Vianelli.

L’incontro, promosso da Fondazione Portogruaro Campus, si propone così come un momento di approfondimento su una delle partite più rilevanti per il futuro del Paese, mettendo al centro il valore dell’Università come infrastruttura strategica per la competitività, la coesione e la crescita del territorio.


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