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GdF Trieste: scoperta fabbrica fantasma di sigarette. Guadagni per 89 milioni

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La Guardia di finanza di Trieste, su delega della locale Direzione Distrettuale Antimafia, ha disarticolato un’organizzazione criminale, composta da persone di nazionalità straniera e italiana, che aveva realizzato nelle province di Udine e Trieste una rete produttiva e logistica di sigarette prodotte in Friuli e commercializzate in vari paesi del Nord Europa con un volume d’affari di 89 milioni di Euro.

Gli investigatori hanno scoperto una “fabbrica occulta” di sigarette dove lavoravano e alloggiavano clandestinamente 21 extracomunitari, sequestrati impianti, macchinari, auto e oltre 70 tonnellate di tabacchi di contrabbando.

Complessivamente, risultano indagate 29 persone di cui 3 sono state arrestate in esecuzione di un’ordinanza emessa dal Gip.

Le indagini hanno trovato sviluppo in due progressive fasi:

Inizialmente i finanzieri hanno individuato in provincia di Udine una struttura produttiva e di distribuzione occulta di noti marchi (Marlboro Gold, Marlboro Rosse e LM) che trovava sviluppo nei seguenti tre siti:

  • stabilimento produttivo (Gonars) costituito da un capannone industriale di oltre 2mila mq, dove era stato predisposto un impianto manifatturiero;
  • magazzino/deposito (ubicato a Remanzacco) di circa 800 mq destinato a “deposito temporaneo” delle sigarette in precedenza confezionate presso l’opificio di Gonars. Il deposito veniva altresì utilizzato, quale iniziale magazzino del tabacco trinciato destinato alla lavorazione;
  • area di exchange parking (a Buttrio) dove venivano lasciati i rimorchi che venivano poi portati per il carico a Remanzacco e quindi “riconsegnati” alle motrici.

Per non svelarne l’attività produttiva, tutti i macchinari non erano collegati alla ordinaria rete elettrica ma utilizzava un’alimentazione autonoma tramite un poderoso generatore industriale, alimentato a gasolio, con una potenza superiore a 150 KVa.

dormitorio

All’atto dell’intervento, l’opificio clandestino era in piena attività e i militari hanno sorpreso al lavoro nella linea produttiva 21 soggetti, di nazionalità Ucraina e Moldava, tutti privi di permessi. Tale manovalanza veniva impiegata nell’opificio con ritmi e condizioni di lavoro proibitivi peraltro alloggiando – con divieto assoluto di uscire – in appositi spazi ricavati all’interno dello stesso opificio destinati a “dormitorio”.

L’attività investigativa ha consentito di ricostruire che la fabbrica ha operato per circa cinque mesi, producendo circa 137 milioni di sigarette.

Al vertice una vera e propria associazione per delinquere ben strutturata e organizzata con al centro soggetti residenti in paesi dell’Est (Ucraina, Romania e Moldavia) operanti, tuttavia, in Italia tramite una rete logistica che aveva il suo fulcro in una nota società italiana di autotrasporti con sede a Trieste, la quale risultava aver preso in locazione i siti impiegati nelle attività criminali.


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