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Occupazione nel Veneto Orientale: il 2025 si chiude con segnali di lieve crescita

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Nel Veneto Orientale, il saldo tra assunzioni e licenziamenti rimane il dato che rappresenta in maniera migliore lo stato occupazionale.
Nel Portogruarese il saldo è +355 unità, in calo rispetto a +465 del 2024 ma indicativo di una sostanziale tenuta del mercato del lavoro, mentre nel Basso Piave e nel comprensorio di Jesolo emergono differenze tra l’entroterra e il litorale, più sensibile alle dinamiche turistiche stagionali.
I dati forniti dal centro per l’impiego di San Donà di Piave evidenziano un saldo di +525, mentre per quanto riguarda Jesolo il saldo è +300 unità.
Mantenendo i due dati separati risulta più semplice analizzare l’andamento occupazionale nei due ambienti.
Il settore secondario (industria e artigianato) registra un incremento minimo di 10 lavoratori, mentre le costruzioni, settore trainante della zona, segnano un aumento di 35 unità smentendo al momento i timori legati al post “Bonus 110”.

Più vivace è la crescita nel settore dei servizi e del commercio, con consolidamento nell’area metalmeccanica, pur in presenza di alcune criticità legate alla situazione internazionale, e lieve crescita costante nei servizi alla persona.

Si conferma la tendenza all’incremento dei contratti a tempo indeterminato, garantendo maggiore stabilità occupazionale. Nei settori con scarsità di manodopera, come edilizia e autotrasporto, la maggioranza dei nuovi assunti è rappresentata da lavoratori stranieri.
Sul fronte della parità di genere, si osserva ormai una sostanziale equivalenza numerica tra uomini e donne nelle nuove assunzioni, pur con una prevalenza maschile nel comparto secondario e artigianale.

«Il bilancio occupazionale del 2025 nel Veneto Orientale è incoraggiante – commenta Luca Geronazzo, presidente di Confartigianato-Imprese Veneto Orientale –. Registriamo una crescita dei contratti stabili, un settore costruzioni resiliente e servizi in espansione. Rimangono le sfide legate alla scarsità di manodopera e all’instabilità internazionale, ma i dati confermano la volontà di ripresa delle nostre imprese e la capacità di adattamento del territorio, anche in termini di inclusione e pari opportunità».


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