Altro che primavera: da mercoledì sera arriva una nuova irruzione artica

Ancora due giornate primaverili, sino a mercoledì, poi drastico cambiamento del tempo. Ormai confermata la discesa fredda a partire dalla serata di mercoledì che costringerà ad un brusco dietrofront alla primavera. Le proiezioni mostrano una discesa fredda in quota molto incisiva, che potrebbe riportare condizioni decisamente instabili.
Cosa può significare in concreto?
- rovesci nevosi fino a quote collinari
- grandinate e neve tonda localmente fino in pianura
- rovesci di pioggia diffusi
Insomma, un probabile nuovo break alla primavera proprio a fine mese. Il rischio nevicate, secondo L’Arpav di Arabba, interesserà a partire da mercoledì sera, in particolare, l’Alto Agordino, Medio Basso Agordino, Cadore-Comelico, Dolomiti Ampezzane la quota neve è prevista dai 1400/1600 metri fino a fondo valle; sulle Prealpi Bellunesi, le Prealpi Vicentine e le Prealpi Veronesi la quota sale da 1600/1800 metri fino a fondo valle.

Avremo il ritorno di forti temporali a Nord Est, in particolare sul Friuli, accompagnati da forti venti settentrionali. Nevicate a quote molto basse ma il problema maggiore sarà il calo termico. Infatti ci sarà il rischio concreto di gelate nelle aree interne della pianura. Venerdì mattina saranno raggiunte le temperature minime che raggiungeranno anche gli zero gradi nelle pianure veneto-friulane. Massima preoccupazione tra gli agricoltori dell’area collinare del Prosecco DOCG per viti piene di germogli, oltre alle piante da frutto in generale.
L’inverno però non ha ancora detto la sua sulla fine della stagione fredda. Purtroppo in inverni sempre più anonimi, ci ritroviamo anche con freddi tardivi durante il riscoppio anticipato della vegetazione.





