Canale Brian: nuovo sbarramento per maggiore sicurezza idraulica tra Caorle, Eraclea e San Stino. Zaia inaugura l’opera da 2,1 milioni

Alla presenza del Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, è stato inaugurato il nuovo sbarramento sul canale Brian, in località Brian, al confine tra i comuni di Caorle, Eraclea e Santo Stino di Livenza. L’intervento rappresenta un’infrastruttura strategica per la sicurezza idraulica del territorio e la tutela della risorsa idrica.
L’opera è stata finanziata grazie ai “contributi Vaia”, assegnati al Consorzio di Bonifica Veneto Orientale dal Commissario Delegato della Regione Veneto – all’epoca lo stesso Zaia – per un totale di oltre 15 milioni di euro. Di questi, 2,1 milioni sono stati destinati al ripristino dello sbarramento, con l’obiettivo di migliorare la resilienza dell’area ai cambiamenti climatici e contrastare la risalita del cuneo salino, sempre più invasiva.
Il manufatto, situato allo sbocco del canale Brian nella Litoranea Veneta, ha un ruolo cruciale nella gestione delle acque dolci di monte, a beneficio di circa 30.000 ettari di superfici agricole.
Durante l’emergenza dovuta alla siccità del 2022, la struttura ha garantito l’approvvigionamento idropotabile per le località costiere, supplendo alla potabilizzatrice di Boccafossa, bloccata dalla salinità del fiume Livenza.
Tra gli interventi principali si segnalano: la sostituzione delle due vecchie paratoie con nuove strutture in acciaio inox, la manutenzione delle porte vinciane, il rifacimento degli impianti elettrici, l’installazione di sistemi di videosorveglianza e monitoraggio remoto, oltre a opere strutturali per la messa in sicurezza complessiva.
L’intervento si inserisce in una più ampia strategia di adattamento climatico portata avanti dal Consorzio, che prevede l’innalzamento delle arginature a mare e la realizzazione di nuove opere di regolazione idraulica lungo la Litoranea Veneta.
Nel medio periodo, il Consorzio punta anche al recupero della conca di navigazione e del ponte girevole alla foce del Brian, per rilanciare la navigabilità e il turismo nautico lungo l’antica via d’acqua, progetto già esposto nel padiglione IUAV alla Biennale di Architettura di Venezia».
«Quest’opera dà risposta a un territorio di bonifica di circa 31.000 ettari – ha aggiunto il presidente della regione Veneto Luca Zaia –. Da una parte ferma la risalita del cuneo salino e dall’altra funge da diga nei momenti di siccità attraverso le porte vinciane in modo da trattenere l’acqua dolce portandola nei canali d’irrigazione.
Un’opera strategica per tutto questo territorio, ma non solo».
Alla cerimonia erano presenti numerosi rappresentanti istituzionali dei comuni del Veneto Orientale e della regione, oltre al presidente di ANBI Veneto Alex Vantini e i dirigenti e tecnici del Consorzio.





