Treviso

Case di Comunità nella Marca: per Nursing Up e FP CGIL c’è il rischio che diventino cattedrali vuote

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E’ la preoccupazione manifestata da Nursing Up Treviso e FP CGIL Treviso dopo l’incontro di presentazione del progetto svoltosi al Pime di Preganziol con la direzione dell’Ulss 2, nel corso del quale sono stati illustrati gli indirizzi organizzativi e le prospettive di sviluppo della sanità territoriale.

Le Case di Comunità previste nella provincia di Treviso rappresentano uno degli elementi centrali della riorganizzazione della sanità territoriale, ma senza adeguate risorse umane ed economiche rischiano di trasformarsi in una grande operazione sulla carta.

Secondo quanto previsto dal piano aziendale, sono 17 le Case di Comunità nella Marca Trevigiana, distribuite tra Asolo, Dosson di Casier, Castelfranco Veneto, Codognè, Conegliano, Farra di Soligo, Mogliano Veneto, Montebelluna, Motta di Livenza, Oderzo, Paese, Pieve del Grappa, Treviso, Valdobbiadene, Villorba e Vittorio Veneto. Strutture che dovrebbero costituire il primo punto di accesso alla sanità territoriale, con servizi integrati e presa in carico dei pazienti cronici e fragili.

Tuttavia, per le organizzazioni sindacali FP CGIL e Nursing Up Treviso permangono numerose criticità, in particolare sul fronte del personale, dell’organizzazione dei servizi e della sostenibilità complessiva del progetto.

L’obiettivo, sottolineano le organizzazioni sindacali, è evitare che l’avvio delle Case di Comunità avvenga a discapito dei servizi esistenti, trasformandosi in una semplice redistribuzione di carenze, anziché in un reale rafforzamento dell’assistenza per i cittadini della Marca Trevigiana.


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