Venezia

Confronto Regione Veneto su stabilimenti Lafert San Donà-Noventa: proprietà punta a sviluppo nuovi prodotti e mantenimento siti produttivi

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Si è tenuto in sede regionale, un incontro sull’attuale situazione e le prospettive dell’azienda Lafert con particolare riferimento alle attività produttive nella provincia di Venezia.
Al tavolo, coordinato dall’Unità di crisi aziendali di Veneto Lavoro, era presente l’azienda assistita da Confindustria Veneto Est e le parti sindacali con i rappresentanti dei lavoratori. Erano presenti inoltre i sindaci dei comuni di San Donà di Piave e Noventa di Piave.

L’incontro ha visto il confronto delle parti in merito alle prospettive del Piano industriale per i due stabilimenti Lafert di San Donà e di Noventa di Piave che contano rispettivamente 550 e 180 lavoratori e realizzano motori elettrici.
Nei mesi scorsi i lavoratori erano entrati in agitazione in seguito alla decisione dell’azienda, appartenente al gruppo multinazionale giapponese Sumitomo, di chiudere, in Emilia Romagna, lo stabilimento di Fusignano.

Per gli stabilimenti veneziani, la direzione aziendale ha ribadito la volontà di mantenere la produzione e l’occupazione ed anzi di puntare ad uno sviluppo dell’attività e di nuovi prodotti. A fronte di un contesto globale di mercato ancora caratterizzato da tensioni e incertezze, l’azienda sta muovendo i propri passi non soltanto in ottica difensiva, riducendo i costi, ma anche puntando allo sviluppo nel medio periodo.
Al momento entrambi gli stabilimenti nel veneziano hanno ridotto l’impiego della cassa integrazione, quasi azzerandola nel caso di San Donà di Piave.
Le parti sindacali, pur manifestando preoccupazione in riferimento all’attuale situazione di mercato, complicata della prospettiva di dazi nel mercato statunitense, hanno ribadito la necessità di salvaguardare i livelli occupazionali e le attività di entrambi i siti.
Hanno inoltre chiesto alla direzione aziendale di tenere un nuovo incontro di monitoraggio prima dell’estate per valutare i progressi del Piano industriale.

A fronte della situazione attuale, che non evidenzia emergenze, la Regione continuerà a monitorare le evoluzioni e, se ritenuto utile, convocherà un nuovo tavolo regionale.


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