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Credito alle PMI: per gli artigiani trevigiani il denaro costa fino al 70% in più

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Il credito continua a costare di più proprio alle imprese più piccole. In provincia di Treviso, secondo l’analisi di Confidi Canova sulle pratiche istruite nel primo semestre 2026, i finanziamenti fino a 50mila euro arrivano a un tasso medio del 5,90%, contro il 3,50% applicato mediamente alle operazioni superiori al milione di euro. Una differenza di oltre due punti percentuali che rischia di pesare su investimenti, digitalizzazione, acquisto di macchinari, efficientamento energetico e capitale circolante.
Il nuovo rialzo dei tassi deciso dalla Banca Centrale Europea l’11 giugno scorso rende il quadro ancora più delicato per il tessuto produttivo trevigiano, formato in larga parte da micro e piccole imprese artigiane, manifatturiere, commerciali e dei servizi.

Secondo il Confidi Canova, il problema non riguarda soltanto la disponibilità di credito, ma anche il suo costo. Le elaborazioni dell’ente, basate sulle pratiche di finanziamento del primo semestre 2026, indicano un tasso medio intorno al 3,80% per le micro e piccole imprese della provincia di Treviso. Il dato medio, però, nasconde una forte distanza tra le operazioni più grandi e quelle di minore importo: i prestiti fino a 50mila euro risultano infatti sensibilmente più onerosi rispetto ai finanziamenti superiori al milione.
La tendenza si inserisce in un contesto già difficile. Nel 2025, in Veneto e in provincia di Treviso, i prestiti alle piccole imprese si sono ridotti del 6,1%, contro il 2,2% registrato dalle imprese medio-grandi. Una contrazione quasi tre volte superiore per le realtà che rappresentano l’ossatura dell’economia locale.

«Per una microimpresa – osserva il Presidente di Confidi Canova, Giovanni Napol – un finanziamento di 30mila o 50mila euro può significare acquistare un macchinario, investire nella digitalizzazione, migliorare l’efficienza energetica o sostenere il capitale circolante. Se però il costo di questi finanziamenti resta molto più alto rispetto a quello applicato alle operazioni di importo maggiore, il rischio concreto è che molti investimenti vengano rinviati o abbandonati».

In questo quadro, Confidi Canova richiama il ruolo delle garanzie mutualistiche, che permettono di ridurre il rischio per gli intermediari finanziari, migliorare il merito creditizio percepito delle imprese e favorire condizioni più sostenibili.


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