Treviso

Fine vita: Maria Cristina, paziente oncologica terminale trevigiana, attende da 2 mesi la verifica delle condizioni per accedere al “suicidio assistito”

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Maria Cristina, 77enne della provincia di Treviso, da settembre 2025 è affetta da un mesotelioma pleurico, una forma tumorale aggressiva del rivestimento polmonare a prognosi infausta per cui non esistono cure risolutive. 

Di fronte alla irreversibilità della malattia e al progressivo peggioramento delle sue condizioni, Maria Cristina, inizialmente decisa ad andare in Svizzera, lo scorso 25 marzo ha chiesto alla propria azienda sanitaria la verifica delle condizioni per accedere al suicidio medicalmente assistito in Italia.

Maria Cristina è, infatti, in possesso dei requisiti individuati dalla Corte Costituzionale nella sentenza Cappato/Dj Fabo per l’accesso alla morte volontaria assistita.

Tuttavia, a oltre due mesi dalla richiesta, non è ancora stata sottoposta nemmeno alle visite domiciliari da parte della commissione multidisciplinare.

Il 30 aprile, assistita dal team legale coordinato da Filomena Gallo, avvocata e Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, la donna ha inviato una diffida e messa in mora all’azienda sanitaria per sollecitare l’attivazione urgente della procedura, prima che sia troppo tardi.

La risposta dell’ASL, giunta il 5 maggio, si è limitata a informare che le verifiche sono “tuttora in corso”, senza fornire però tempistiche certe.


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