Lo spaccio di cocaina a Treviso in mano agli albanesi: Polizia arresta 23enne irregolare con 200 dosi. E’ il settimo fermo negli ultimi mesi

La Questura di Treviso sta intensificando il contrasto allo spaccio di cocaina, un affare ormai in mano a giovani albanesi. L’ultimo a finire tra le maglie della Polizia, un 23enne, incensurato e irregolare in Italia, arrestato con oltre 200 dosi e 580 euro in contanti.
Il giovane, è stato sorpreso dai poliziotti della Mobile mentre nascondeva in un’area agricola di San Biagio di Callalta circa 200 dosi di cocaina. Gli agenti, una volta recuperato lo stupefacente, hanno seguito lo spacciatore fino a Silea e sono intervenuti quando ha ceduto una dose ad un cliente per 50 euro. Il successivo controllo ha permesso di recuperare, abilmente occultate in un nascondiglio della sua vettura, ulteriori 10 dosi di cocaina, oltre a 580 euro in contanti.
Il 23enne è già comparso davanti al Giudice che ha convalidato l’arresto con la custodia cautelare in carcere.
L’attività della Squadra Mobile di Treviso sta monitorando il nuovo sistema di spaccio con modalità “delivery”: giovani soggetti stranieri che giungono nella Marca per brevi periodi, con l’obiettivo di spacciare cocaina al dettaglio, per poi ritornare in Albania ed essere sostituiti da altri coetanei.
Gli appuntamenti vengono concordati telefonicamente, con soste lampo e consegne direttamente dal finestrino dell’auto.
Lo stupefacente, inoltre, viene spesso nascosto in aree urbane o sotto la scocca delle auto con dei contenitori magnetici.
Sono già 7 gli arresti effettuati negli ultimi mesi dalla Polizia di Treviso con queste modalità





