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Guida pratica alle disposizioni testamentarie in favore delle organizzazioni no profit

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Inserire un ente benefico tra i destinatari dei propri beni richiede una pianificazione precisa per evitare che l’atto presenti vizi di forma o generi contenziosi tra gli eredi. Capire come redigere un testamento in modo corretto significa analizzare prima di tutto la composizione del proprio patrimonio e applicare le norme del codice civile che regolano la materia successoria. Non occorre possedere grandi somme di denaro o proprietà immobiliari di rilievo: è infatti possibile destinare un importo specifico, un conto corrente, un’assicurazione sulla vita o un singolo bene mobile. Una corretta impostazione dei documenti tutela la volontà del disponente e assicura il passaggio dei beni all’organizzazione individuata senza intermediari o ritardi burocratici.

Le quote patrimoniali: differenza tra legittima e disponibile

Il sistema giuridico italiano limita la libertà di disporre dei propri beni quando sono presenti familiari stretti come il coniuge, i figli o, in loro assenza, gli ascendenti. La legge individua una quota di legittima riservata che deve necessariamente spettare a questi soggetti e che non può essere intaccata da donazioni o disposizioni di ultima volontà. Il valore rimanente costituisce la quota patrimoniale disponibile, che il disponente può indirizzare a qualsiasi altro soggetto, inclusa un’associazione no profit. Qualora l’atto leda la quota riservata ai legittimari, questi ultimi possono agire in giudizio tramite l’azione di riduzione. Per questa ragione, il calcolo della quota disponibile deve essere effettuato con precisione prima della stesura, considerando sia i beni presenti al momento del decesso sia le donazioni effettuate in vita.

Le tipologie di atto: forma olografa e atto pubblico

Per essere valido, il documento deve rispettare requisiti formali rigidi. La forma olografa richiede la scrittura interamente autografa, la data precisa e la firma di pugno del disponente, senza l’uso di strumenti dattilografici o l’aiuto di terzi nella redazione del testo. Per evitare errori formali o contestazioni sulla capacità di intendere e di volere, è sempre possibile ricorrere all’atto pubblico notarile. Il notaio riceve le volontà in presenza di due testimoni, ne verifica la conformità legale e si occupa della custodia dell’atto ufficiale fino al momento dell’apertura della successione. Nell’incipit del documento occorre specificare la dicitura esatta che definisce come redigere un testamento, precisando la revoca di ogni precedente disposizione per evitare conflitti tra testi sovrapposti.

Esenzione fiscale per le ONLUS e gli enti del terzo settore

Un aspetto fondamentale da considerare riguarda il regime fiscale applicato ai beni trasferiti alle organizzazioni non governative e agli enti del terzo settore. Le somme e i beni destinati a queste strutture beneficiano dell’esenzione dalle imposte successorie, così come dai tributi catastali e ipotecari sugli immobili. Questa agevolazione permette all’ente di incassare l’intero ammontare del bene senza decurtazioni di natura fiscale. Per evitare errori di identificazione durante le pratiche di pubblicazione dell’atto, è necessario indicare con precisione la denominazione legale completa dell’associazione e il relativo codice fiscale, elementi indispensabili per distinguere in modo univoco il soggetto beneficiario ed evitare blocchi nell’esecuzione delle volontà.

La designazione dell’esecutore e l’iter di pubblicazione

La fase finale dell’iter successorio riguarda il passaggio operativo che trasforma la scheda testamentaria in un documento esecutivo. Per garantire che le disposizioni vengano attuate esattamente come stabilito, il disponente può nominare una persona di fiducia o un professionista con il ruolo di esecutore testamentario incaricato. Alla morte del testatore, il documento viene consegnato al notaio per la pubblicazione nei registri ufficiali e la successiva notifica ai soggetti interessati, tra cui l’ente beneficiario. Questa figura si occupa di curare la divisione dei beni, saldare eventuali debiti ereditari e trasferire direttamente all’associazione prescelto le somme o i beni indicati, completando la procedura secondo i termini previsti dalla legge.


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