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Indagine Istat: nel 2024, in Veneto crescita minima, solo 2663 abitanti. Il totale sale a 4.852.216

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Come ogni anno, Istat rilascia i fascicoli regionali con i risultati del Censimento Permanente della Popolazione, indagine che dal 2018 ha periodicità annuale.
I fascicoli rappresentano un importante approfondimento sulla dinamica demografica, della struttura della popolazione per genere ed età, della popolazione straniera.

Un apposito fascicolo riguarda il Veneto:

Al 31 dicembre 2023 la popolazione residente in Veneto ammonta a 4.852.216 persone (l’8,2% della popolazione del Paese), segnando così una crescita di 2.663 unità (+0,1%) rispetto all’anno precedente; quasi due quinti della popolazione (38,3%) vive nelle province di Padova e Verona.

L’incremento di popolazione rilevato nel 2023 è frutto della somma di due saldi positivi, quello migratorio interno e quello migratorio con l’estero (differenza tra immigrati ed emigrati nell’anno), che compensano i valori negativi del saldo naturale (differenza tra nati e morti) e dell’aggiustamento statistico.
Si evidenziano diversità territoriali: la provincia di Rovigo presenta la perdita più consistente sia in valore assoluto (-493 residenti) che in termini relativi (-0,2%); diminuisce la popolazione anche a Belluno (-0,2%) e Venezia (-0,1%).
Le rimanenti quattro province segnano un lieve incremento relativo positivo e la maggior variazione assoluta spetta a Verona (+1.314 residenti).

In Veneto, come nel resto del Paese, si registra il nuovo minimo storico delle nascite, con una riduzione di quasi il 30% rispetto ai 43mila nati di inizio millennio (anno 2000). La diminuzione del numero dei nati è determinata sia dalla contrazione della fecondità, sia dal calo della popolazione femminile in età riproduttiva (15-49 anni). Prosegue anche il trend decrescente del tasso di natalità, dal 6,5 per mille del 2022 al 6,3 del 2023, mantenendosi di poco inferiore alla media nazionale (6,4 per mille abitanti). Tra le province, il valor minimo del tasso si riscontra a Rovigo (5,2 per mille), il valore massimo a Verona (6,7 per mille).

Nel 2023 si è ridotta la mortalità (-4.401 decessi rispetto all’anno precedente). Il tasso di mortalità è diminuito dall’11,4 al 10,5 per mille, valore di quasi un punto inferiore al tasso nazionale (11,4 per mille).
Rispetto all’anno precedente, aumentano lievemente o rimangono stabili le quote delle classi
di età più avanzate tra gli anziani. In particolare, nella regione si rilevano 1.710 centenari, l’8,1% dei
21.211 che vivono nel nostro Paese. Di questi, ben 62 hanno almeno 105 anni (in Italia sono complessivamente 677). L’età media della popolazione veneta è di 46,9 anni, di poco superiore ai 46,6 anni della media nazionale. Inoltre, aumentano l’indice di vecchiaia (rapporto tra la popolazione di 65 anni e oltre e la popolazione di età 0-14 anni, moltiplicato per 100) che passa da 195,1 del 2022 a 202,9 del 2023, e, lievemente, l’indice di dipendenza strutturale degli anziani (rapporto tra la popolazione di 65 anni e oltre e la popolazione in età attiva, 15-64 anni, moltiplicato per 100), che si attesta a 38,5 contro 37,9 del 2022. Cala anche l’indice di struttura della popolazione attiva (rapporto percentuale tra la popolazione in età 40-64 anni e la popolazione in età 15-39 anni), che passa da 148,7 del 2022 a 147,1. A livello provinciale, Verona, Vicenza e Treviso presentano la struttura demografica più giovane; all’opposto, il processo d’invecchiamento è più evidente nelle province di Rovigo e Belluno.
Le donne sono il 50,8% della popolazione residente, superando gli uomini di oltre 75mila unità, prevalentemente a causa della maggiore longevità femminile. Tra i centenari quasi 9 su 10 sono donne.
La popolazione straniera residente in Veneto, al 31 dicembre 2023, ammonta a 501.161 persone, il 9,5% degli stranieri residenti in Italia, e il 10,3% della popolazione regionale; i valori provinciali sono compresi tra il 6,4% di Belluno e il 12,0% di Verona. Rispetto a quella italiana, la popolazione straniera è caratterizzata da una distribuzione per età più giovane, evidenziata da bassi valori degli indici di dipendenza strutturale (rapporto tra la popolazione in età non attiva – 0-14 anni e 65 anni e oltre – e la popolazione in età attiva (15-64 anni), moltiplicato per 100), pari a 30,4 contro 61,3 dei cittadini italiani, e di vecchiaia (30,8 contro 234,0 degli italiani).

La maggior parte degli stranieri residenti in Veneto proviene dall’Europa (53,2%), il 22,7% dall’Asia, il 20,1% dall’Africa e il 4,0% dall’America. I cittadini stranieri provengono da 174 Paesi del mondo, soprattutto da Romania (25,2%), Marocco (9,0%) e Cina (7,3%). I residenti stranieri di cittadinanza rumena e moldava presentano in Veneto una concentrazione significativamente più alta rispetto alle percentuali nazionali, mentre le quote sono inferiori per la cittadinanza albanese e quella ucraina.
Il 44,6% dei 563 comuni veneti ha una popolazione compresa tra 1.001 e 5.000 abitanti, dove risiede più del 14% degli abitanti. Il 17% della popolazione vive nei quattro comuni con oltre 100.000 abitanti (Verona, Venezia, Padova, Vicenza); un quarto in quelli con popolazione tra 10.001 e 20.000 abitanti (25,7%). Fra i comuni non capoluogo spiccano per numerosità della popolazione Chioggia (VE, 47.581 abitanti), Bassano del Grappa (VI, 42.405) e San Donà di Piave (VE, 41.848).
L’insieme dei comuni con popolazione compresa tra 5.001 e 10.000 abitanti presenta la struttura per età più giovane (età media di 46,0 anni e indice di vecchiaia pari a 181,2), il più elevato tasso di natalità (6,5 per mille) e il più basso tasso di mortalità (9,5 per mille), e valori relativi alle migrazioni più bassi della media regionale.

In coda al comunicato, è riportato il link del fascicolo e ad altri contenuti d’approfondimento pubblicati sul sito Istat:

https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/04/Censimento-permanente-popolazione_Anno-2023_Veneto.pdf

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