Industria Veneto Est: la produzione accelera nel secondo trimestre +3,2% nonostante le tensioni

L’attività manifatturiera nel Veneto orientale accelera, pur in un contesto globale di grande incertezza.
Ma gli impatti della nuova escalation militare in Iran con i rincari di petrolio e gas, si allungano ora sulle prospettive di crescita. Nel secondo trimestre 2026, la produzione registra un incremento del +3,2% su base annua (dopo il +0,8% del primo trimestre), più marcato per le medio-grandi imprese (+3,5) e le altre attività manifatturiere (+4,0%), sostenuto dall’accumulo precauzionale di scorte e da un export più vivace delle attese (+5,0%). Nel semestre la variazione tendenziale è del +2,0%.
L’impatto della guerra e dei rincari di beni energetici e non, incide sulle attese di produzione, stabili tra luglio e dicembre per il 67,6% delle aziende, in aumento per il 18,2% (dal 16,5).
Sono i principali risultati dell’indagine La Congiuntura dell’Industria del Veneto condotta da Confindustria Veneto Est, in collaborazione con Fondazione Nord Est, su un campione di 763 aziende manifatturiere e dei servizi delle province di Padova, Treviso, Venezia e Rovigo.
Migliora il fatturato dell’industria nel secondo trimestre, condizionato da un nuovo aumento dei prezzi alla produzione, con un buon contributo di entrambe le componenti: +4,8% il fatturato nazionale, +5,0% il fatturato estero, sintesi di una crescita sia per i mercati Ue (+5,1%) sia per quelli extra Ue (+5,0).
Gli ordini registrano un più contenuto aumento tendenziale dello 0,7%. Pressoché stazionaria, ma in segno positivo l’occupazione (+0,1%).
Il clima di fiducia delle imprese resta influenzato dall’elevata incertezza internazionale.



