Lafert San Donà di Piave: Regione Veneto sollecita ambasciata per sbloccare le forniture dalla Cina

“La Regione del Veneto si è attivata subito non appena è emersa la situazione di Lafert. Ho seguito personalmente il dossier nelle sedi istituzionali competenti perché qui non è in gioco soltanto la continuità produttiva di una singola azienda: c’è il rischio che una vicenda nata sul piano geopolitico produca conseguenze sul lavoro e sulla manifattura veneta”.
Lo afferma Massimo Bitonci, assessore regionale allo Sviluppo economico, intervenendo sul caso di Lafert Spa, l’azienda con sede a San Donà di Piave appartenente al gruppo giapponese Sumitomo con circa 780 lavoratori in Veneto. L’azienda produce motori elettrici per uso civile e utilizza magneti permanenti con terre rare pesanti in circa il 30% della produzione.
Il 24 luglio scorso Lafert è stata inserita dal Ministero del Commercio cinese nell’elenco delle entità sottoposte a controllo delle esportazioni.
Bitonci ha scritto all’Ambasciatore italiano a Pechino, dopo aver informato il ceo di Lafert Cesare Salini, chiedendo di valutare ogni azione utile nei confronti delle autorità cinesi competenti per arrivare allo sblocco delle forniture e segnalando la disponibilità della Regione ad attivare ulteriori interlocuzioni istituzionali. La richiesta si inserisce anche nel quadro dei rapporti economici e istituzionali consolidati tra il Veneto e la Cina.
Lo scorso luglio Bitonci aveva incontrato a Venezia la Ministra Consigliera per gli affari economici e commerciali dell’Ambasciata cinese in Italia Luo Jin.
La Regione sta inoltre lavorando all’organizzazione di una missione istituzionale ed economica a Shanghai, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente le relazioni economiche e la collaborazione con il sistema cinese.
A breve, inoltre, è in programma in Regione un incontro con i vertici aziendali di Lafert.



