Legno-Arredo, export in calo nella Marca. CNA Oderzo scrive agli europarlamentari del Nord-est
Le esportazioni trevigiane di mobili sono diminuite del 5% nel primo trimestre del 2026, con una perdita di oltre 21 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Il legno registra una flessione dell’11,7%. Una contrazione che colpisce uno dei settori più importanti dell’economia provinciale e, in particolare, dell’Opitergino-Mottense, dove il comparto occupa 7.174 addetti, pari al 18,4% di tutti i lavoratori dell’area.
Per chiedere un intervento europeo su dazi, concorrenza cinese e oneri normativi, CNA Multistudio Oderzo ha scritto ai parlamentari europei eletti nella circoscrizione Nord Est.
Secondo i dati della Camera di Commercio di Treviso-Belluno, tra i 37 comuni italiani ad altissima specializzazione nel mobile, dieci si trovano nella Marca. A Portobuffolè oltre l’83% degli occupati lavora nel comparto, la percentuale più elevata in Italia.
Nel primo trimestre del 2026 la provincia di Treviso ha esportato complessivamente beni per oltre 3,7 miliardi di euro, il 2,2% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. La diminuzione corrisponde a circa 84,2 milioni di euro. Mobili e legno sono tra le voci che hanno maggiormente contribuito alla flessione.
Il dato locale si inserisce in un quadro più ampio.
Secondo FederlegnoArredo, su dati ISTAT, nel primo trimestre del 2026 l’export italiano della filiera legno-arredo è diminuito del 5,2%, fermandosi a 4,4 miliardi di euro.
Le vendite verso gli Stati Uniti sono calate del 15,4%.
«Le piccole imprese non hanno la stessa capacità finanziaria dei grandi gruppi per assorbire a lungo la riduzione degli ordini, l’aumento dei costi e l’instabilità dei mercati», afferma Gianfranco Vianello, direttore di CNA Multistudio Oderzo. «Dietro le percentuali ci sono commesse rinviate o cancellate, margini che si riducono e investimenti che vengono rimandati».
Anche il Medio Oriente, considerato negli ultimi anni un possibile mercato alternativo, ha registrato una forte contrazione.
Nel primo trimestre del 2026 le esportazioni manifatturiere italiane verso l’area sono diminuite del 18,1%.
Il Veneto ha perso il 26,3%, mentre Treviso è risultata la provincia veneta più colpita, con una flessione del 37,4%.
Il comparto deve inoltre affrontare l’aumento delle materie prime e dell’energia che nei primi quattro mesi del 2026 hanno registrato rincari superiori al 9%, mentre i metalli sono aumentati del 23% su base annua.
Nei novanta giorni successivi all’inizio della crisi del Golfo il prezzo del gas è cresciuto del 38,3% e quello dell’energia elettrica del 12,4%.
Il costo industriale del gasolio risulta superiore del 60% rispetto ai livelli precedenti alla crisi.
Nella lettera inviata agli europarlamentari, CNA Multistudio Oderzo chiede controlli più efficaci alle dogane europee sulla conformità ambientale, sociale e di sicurezza dei prodotti provenienti dalla Cina; una fase transitoria differenziata per le microimprese con meno di 10 dipendenti nell’applicazione del regolamento europeo contro la deforestazione, strumenti di internazionalizzazione più semplici e accessibili per aiutare le PMI a individuare mercati alternativi agli Stati Uniti e al Medio Oriente.





