Veneto

Luglio 2026 molto caldo in Veneto con poche piogge

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L’Arpav rende noto che luglio, il mese centrale dell’estate meteorologica, è stato molto più caldo e con una piovosità di poco inferiore rispetto alla norma, in buona parte del Veneto.
In questo mese si registrano altre due ondate di caldo e forte disagio fisico, la prima dal 7 al 18 luglio soprattutto su pianura e costa anche se meno intensa e diffusa rispetto a quella di fine giugno, una seconda dal 29 tuttora in corso.
Al seguito del passaggio degli impulsi di instabilità si sono comunque osservate anche alcune giornate dal clima più mite e con temperature che in alcuni casi, come dal 22 al 25, sono riuscite a mantenersi in linea o anche leggermente al di sotto della norma.

Precipitazioni. Le piogge di luglio 2026 globalmente restano sotto la norma 1991-2020 (-9 %) ma mostrano una distribuzione disomogenea sulla regione. In genere l’alta pianura e la costa settentrionale cumulano meno di 80 mm e le aree meno piovose sono l’Alto Trevigiano e l’Alto Veneziano con le stazioni di Nogarolo di Tarzo, Vittorio Veneto e Bibione, tutte sotto i 30 mm.
I quantitativi maggiori si registrano invece sulle Dolomiti, sulla parte orientale del Trevigiano e sul Vicentino occidentale (Turcati e Rifugio la Guardia sfiorano i 200 mm).
Su diverse stazioni mancano piogge giornaliere importanti (>10mm) grossomodo dall’11 giugno.

Temperature. Con un’anomalia media regionale di +2.1 °C rispetto alla norma 1991-2020, luglio 2026 si classifica come il quarto più caldo dal 1991.

Spiccano le alte temperature che il 30-31 registrano numerosissimi record con l’inizio di una nuova ondata di calore, soprattutto per le massime.
Le temperature medie più alte si registrano in particolare sulla pianura occidentale e attorno alla Laguna di Venezia e sul delta del Po. Le stazioni più calde della rete sono state Chioggia centro e Verona Santa Caterina, entrambe con 27.2 °C di temperatura media mensile.
La mappa delle anomalie mostra sulle Prealpi occidentali i maggiori discostamenti dalla climatologia 1991-2020.

Neve. Assenza nel mese di nuovi apporti nevosi sui ghiacciai, dove di norma a luglio si registrava qualche nevicata. Il caldo ha accelerato la fusione della neve residua invernale, dei ghiacciai e il degrado del permafrost in alta quota. La fusione ha dato un apporto positivo ai deflussi dei torrenti alpini.
La risorsa idrica nivale è esaurita.


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