Manca acqua in Veneto. Stefani dichiara lo Stato di Emergenza Regionale

Il Presidente della Regione, Alberto Stefani, ha firmato un’Ordinanza con la quale viene dichiarato lo Stato di Emergenza Regionale su tutto il territorio veneto, a seguito delle anomale condizioni idrologiche e idrauliche riscontrate, in particolare nel territorio del Distretto del fiume Po, e del rischio di risalita del cuneo salino.
La decisione è stata assunta alla luce della verificata presenza di deficit di precipitazioni in particolare a partire da marzo (meno 21%), peggiorato in aprile e ancora sotto media storica a maggio. Al 31 maggio, l’intero anno idrologico ha presentato un deficit del meno 28%, pari a quasi 2,4 miliardi di metri cubi di acqua mancanti.
La risorsa determinata dalla neve si è peraltro esaurita precocemente per le alte temperature di aprile e maggio e le portate dei maggiori fiumi veneti risultano sensibilmente e costantemente inferiori alle medie storiche (Piave e Brenta meno 23%; Po meno 23%; Adige meno 21%). In sensibile discesa è anche il livello del Lago di Garda.
Nell’Ordinanza, Stefani individua anche alcune azioni necessarie a fronteggiare la situazione e prevede:
1. di raccomandare alle strutture regionali competenti di adottare una strategia per l’uso più parsimonioso e sostenibile delle risorse idriche nel proprio territorio evitando tutti gli sprechi possibili e, con particolare riguardo al bacino del fiume Adige, di adottare ogni misura necessaria al fine di limitare l’utilizzo della risorsa idrica e a garantire la portata minima fluente di 80 mc/s a Boara Pisani;
2. di raccomandare l’attuazione delle seguenti azioni:
ai Consorzi irrigui di tutto il Veneto di:
● attivare presso i propri consorziati campagne di sensibilizzazione per l’uso accorto della risorsa idrica, orientato al soddisfacimento dei reali fabbisogni irrigui delle colture anche tramite il ricorso di strumenti di consiglio irriguo;
● finalizzare l’attività di sensibilizzazione a rendere gli operatori agricoli consapevoli del possibile rischio di aggravamento dei problemi di carenza idrica nei periodi di più intensa attività irrigua (tradizionalmente nei mesi di luglio ed agosto), nel caso in cui, non si verificassero significative precipitazioni meteoriche;
● attivarsi per la predisposizione dei «piani di siccità»;
ai Gestori degli invasi idroelettrici dell’area montana di:
● orientare la gestione degli invasi idroelettrici in modo da preservare, compatibilmente con le esigenze di produzione idroelettrica, l’accumulo di risorsa idrica, a fronte del perdurare delle condizioni siccitose;
● agevolare lo scambio di informazioni con i consorzi irrigui di pianura e con i gestori del servizio idrico integrato;
● sono in ogni caso fatti salvi gli obblighi di rilascio del deflusso minimo vitale;
agli Enti d’Ambito e ai gestori del Servizio idrico integrato di:
● promuovere azioni di sensibilizzazione per la razionale gestione della risorsa idropotabile, rinviando possibilmente le operazioni di manutenzione delle reti e degli impianti che comportino lo sperpero di risorsa idrica;
● comunicare ai Comuni interessati l’attuale stato di carenza idrica, con particolare riguardo ai seguenti usi:
○ irrigazione e annaffiatura di orti, giardini, aree verdi e prati;
○ lavaggio di aree cortilizie e piazzali;
○ lavaggio privato di veicoli;
○ riempimento di piscine, fontane ornamentali, vasche da giardino;
○ in generale per gli usi diversi da quello alimentare domestico e per l’igiene personale;
ad ANCI Veneto di comunicare ai Comuni del Veneto di:
● attivare campagne di sensibilizzazione per l’uso accorto della risorsa idrica;
● verificare la possibilità di procedere alla temporanea sospensione dei prelievi da falde per gli usi non prioritari
alle strutture regionali competenti di:
● avviare quanto prima, un Tavolo di lavoro al fine di aggiornare il censimento dei pozzi domestici e delle loro caratteristiche, anche allo scopo di verificare l’applicazione della disciplina prevista dal Piano di Tutela delle Acque;





