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Venezia

Mestre: finisce in carcere 40enne stalker serbo in carrozzina

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La Polizia del Commissariato di Mestre ha eseguito una misura cautelare in carcere nei confronti di un 40enne di nazionalità serba, in aggravamento alla misura degli arresti domiciliari alla quale era stato sottoposto per il reato di stalking, ma più volte dallo stesso violata.
Il 40enne, colpito anche dall’Avviso Orale emesso dal Questore vista la pericolosità sociale del suo temperamento, sebbene costretto a vivere su una sedia a rotelle, era noto in tutto il quartiere di Carpenedo per le condotte aggressive e minacciose nei confronti dei residenti.

Alcuni mesi fa l’uomo era balzato anche alle cronache nazionali in una trasmissione di Mediaset durante l’intervista di un’anziana donna che, in lacrime, avrebbe raccontato di essere in balia del vicino violento, vittima di ripetute minacce, danneggiamenti e molestie che l’uomo le avrebbe riservato a tutte le ore del giorno e della sera.
Gli stessi titolari dei supermercati e bar del quartiere in diverse circostanze si sarebbero visti costretti a richiedere l’intervento delle pattuglie di Polizia perché impauriti ed esasperati dai continui danneggiamenti che il 40enne avrebbe arrecato con inaudita violenza alle vetrine o agli arredi dei negozi ogni qualvolta sarebbe stato bloccato per i frequentissimi tentativi di furto.

Lo scorso marzo i titolari di un locale di Carpenedo si sarebbero recati negli uffici del Commissariato di Mestre per denunciare che, quasi ogni sera, il 40enne avrebbe creato scompiglio all’interno e all’esterno del loro locale con insulti e aggressioni fisiche ai clienti, con lancio di arredi e furti di alcolici, più volte anche denudandosi davanti a tutti e urinando tra i plateatici.

Sulla scorta delle risultanze delle indagini svolte, l’Autorità Giudiziaria ha emesso nei confronti dello stalker l’ordinanza del divieto di avvicinamento al locale, successivamente però aggravata in quella degli arresti domiciliari perché spesso violata perché il 40enne continuava a presentarsi nei pressi del locale con atteggiamenti provocatori.

Nonostante la successiva misura restrittiva, il quarantenne è stato più volte rintracciato dalle pattuglie per il quartiere e pertanto, a seguito di un’ulteriore richiesta di aggravamento da parte degli investigatori del Commissariato di Mestre, l’Autorità Giudiziaria ha sostituito gli arresti domiciliari con l’ordinanza cautelare in carcere.
Gli agenti lo hanno perciò condotto nel carcere di Padova.


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