Neve: una stagione invernale 2025-2026 con innevamento molto scarso

Conclusa la stagione invernale in Veneto, Arpav è pronta a fare un primo resoconto sugli aspetti principali che l’hanno caratterizzata.
L’inverno è stato caldo, in particolare nei mesi di marzo-aprile, le alte temperature hanno contribuito ad accelerare la fusione del manto nevoso con riduzione rapida degli spessori della neve al suolo.
La risorsa idrica a fine stagione è molto scarsa.
Lo spessore medio del manto nevoso al suolo nella prima parte dell’inverno è stato frequentemente sotto la media, per raggiungere valori nella norma a febbraio.
Successivamente, le piogge su neve e i lunghi periodi molto caldi hanno rapidamente ridotto per fusione gli spessori della neve.
L’inverno, da dicembre ad aprile, è stato caldo (+1.4 °C sopra la media 1991-2020).
Periodi particolarmente caldi: dall’8 al 15 e dal 27 al 29 dicembre, dal 21 febbraio al 13 marzo e dal 2 al 20 aprile.
La quantità di neve fresca caduta da ottobre a fine aprile a 2000 m è stata poca, inferiore al 10% come
quantità (evento raro). La neve fresca è mancata soprattutto a dicembre e gennaio.





