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Non solo mare, il Veneto Orientale punta sul turismo archeologico. Jesolo, Caorle a Portogruaro puntano a destagionalizzare

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Un patrimonio archeologico, quello del Veneto Orientale, spesso inesplorato o sottovalutato che può essere volano di una nuova stagione economica, capace di coniugare le spiagge di Jesolo e Caorle con i tesori archeologici non solo del litorale ma anche delle aree interne come quelle di Concordia Sagittaria, Portogruaro, Musile di Piave, Quarto d’Altino, Noventa di Piave, Teglio Veneto, Gruaro, San Michele al Tagliamento, Cavallino-Treporti solo per citare alcuni dei siti interessati dal piano di sviluppo e valorizzazione messo a punto da Progetto Turismo.

Se il dialogo tra cultura e turismo ha bisogno di azioni che ne favoriscano lo sviluppo è altrettanto vero che i progetti hanno bisogno di risorse ma soprattutto di unità di intenti che puntino sul valore dell’esperienza offerta agli ospiti.

Per definire il quadro d’insieme e mettere nero su bianco delle linee strategiche di sviluppo, Progetto Turismo ha effettuato uno studio approfondito confluito in un ‘Masterplan per l’archeologia: strategia e innovazione’.
Una sorta di ‘costituzione’ del turismo archeologico per la valorizzazione dei siti del Veneto Orientale.
I risultati emersi sottolineano la necessità di continuare a investire nei quattro assi strategici già definiti nella prima fase del Masterplan: coordinare, attrarre, innovare e misurare” – ha sottolineato il direttore di Progetto Turismo, Bonazza.


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