PNRR: Veneto realizza il risanamento ambientale dei “siti orfani”

Entra nella fase conclusiva il piano della Regione del Veneto per la riqualificazione ambientale dei cosiddetti “siti orfani”, aree contaminate in cui il responsabile dell’inquinamento non è individuabile e pertanto è il comune che deve provvedere alla bonifica. Grazie ai fondi del PNRR, un investimento di oltre 31 milioni di euro sta permettendo di far progredire il risanamento di nove aree critiche distribuite su otto comuni del territorio regionale.
I cantieri: gli interventi sul territorio
Il piano d’azione prevede operazioni specifiche per ogni area, mirate a rimuovere le fonti di inquinamento e ripristinare la sicurezza del suolo:
Area Veneziana e Bacino Scolante:
• Venezia (Forte Marghera): Un grande progetto di pulizia e rimozione dei terreni contaminati per rendere fruibili ai cittadini ben 75.000 mq di area verde e storica.
• Venezia (Ex Cave Casarin): Completamento della bonifica dei terreni di questa ex area estrattiva per eliminare ogni residuo inquinante.
• Spinea (Ex discarica via Luneo): Intervento finale per la messa in sicurezza permanente dell’area, isolando i vecchi rifiuti dall’ambiente circostante.
• Cavallino Treporti (Ex stazione travaso): Pulizia profonda del terreno e rimozione dei materiali inquinanti dove un tempo avveniva il carico/scarico dei rifiuti.
• Portogruaro (VE) (area Ex Perfosfati): Intervento di messa in sicurezza dell’area industriale per bloccare la diffusione di sostanze nocive.
Province di Padova, Verona, Rovigo e Vicenza:
• San Martino di Lupari (PD): Bonifica dell’area di un vecchio distributore di carburanti in via La Marmora, con la pulizia della terra circostante.
• Isola Rizza (VR) (Ex Cava Bastiello): Un imponente intervento di oltre 7,5 milioni di euro per completare la bonifica totale del sito.
• Adria (RO) (Ex discarica SOCEIC): Messa in sicurezza della vecchia discarica con sistemi di isolamento a protezione delle falde acquifere.
• Sarego (VI): Analisi dettagliate e pulizia dei terreni per restituire sicurezza ambientale a un sito precedentemente compromesso.
Secondo le previsioni della struttura tecnica regionale, l’avanzamento dei lavori permetteranno di rispettare i traguardi fissati. Gli uffici regionali stimano infatti di raggiungere l’obiettivo della riqualificazione di almeno il 70% della superficie complessiva dei siti entro il 30 giugno 2026.





