Rette e mense degli asili nido alle stelle: CNA Treviso chiede un piano per la prima infanzia
Rette fino a 700 euro al mese, aumentate anche di 130 euro in un solo anno. Costo del pasto cresciuto del 61% in un comune, retta su del 17% in un altro. Sono i numeri che stanno mettendo in allarme le famiglie di Ponzano Veneto e Meduna di Livenza, con altri tredici Comuni della Marca — Fontanelle, Mogliano, Moriago, Ponte di Piave, Vedelago, Riese Pio X, Castelfranco Veneto, Preganziol, Santa Lucia di Piave, Zero Branco, San Biagio di Callalta, Follina e Susegana — che rischiano di trovarsi nella stessa condizione con il rinnovo dei bandi gestiti dalla Provincia di Treviso come stazione unica appaltante.
«In questi giorni diverse famiglie di nostri associati artigiani ci hanno segnalato la situazione, chiedendoci di prendere posizione», dichiara Stefano Camarotto, Presidente di CNA Unimpresa Treviso. «parliamo di madri e padri che fanno impresa nella Marca Trevigiana e che si trovano a dover scegliere, nel giro di quattro giorni come denunciato dai genitori di Meduna, se accettare rincari a due cifre o rinunciare a un servizio che per loro è la condizione stessa per poter lavorare».
A confermare che il nodo non è solo tariffario ma strutturale è il caso di Santa Lucia di Piave, dove il nuovo nido comunale ha esaurito tutti i 24 posti disponibili in appena due giorni, con una lista d’attesa già formatasi. «È la fotografia più chiara del problema», osserva Camarotto. «Anche dove l’amministrazione investe e i costi sono contenuti, la domanda resta insoddisfatta. Significa che in questo territorio mancano posti prima ancora che mancare risorse economiche per pagarli».
Il tasso di occupazione femminile nella nostra provincia resta ampiamente sotto la media europea, e ogni rincaro che spinge una madre a ridurre o abbandonare il lavoro si traduce in un costo diretto per le micro e piccole imprese artigiane, già alle prese con una contrazione demografica della forza lavoro stimata dall’Osservatorio Economico CCIAA di Treviso-Belluno in quasi 2.000 unità all’anno fino al 2031. «Il costo dell’asilo nido non è una voce di bilancio familiare qualsiasi», sottolinea Camarotto. «È la prima leva che decide se in un’impresa artigiana resta un secondo reddito, o un’apprendista, o una collaboratrice qualificata».





